La scorta (doverosa) a Liliana Segre non sia l’alibi per dimenticare i troppi martiri di Berlino

sabato 9 novembre 6:00 - di Francesco Storace

Invece, non bisogna temere di indicare chi mise sotto i piedi le libertà dei popoli. E a Berlino, con la riunificazione delle città dell’Est e dell’Ovest, tornò la democrazia. Vinse la democrazia.

In Europa l’impero comunista crollò giorno dopo giorno anche grazie allo straordinario apostolato di Papa Wojtyla, instancabile e irriducibile avversario della dittatura rossa. Il suo magistero fu fondamentale, e come ha ricordato proprio la Meloni al nostro giornale “la lezione di Papa Giovanni Paolo II fu alla base anche della nascita di Solidarnosc. Dopo la rivoluzione ungherese del ‘56 e il sacrificio di Jan Palach a Praga, le agitazioni ai cantieri di Danzica furono decisive: operai che manifestavano contro un regime comunista. La dimostrazione definitiva che il “sol dell’avvenire” non era mai esistito e il sistema sarebbe imploso di lì a poco”.

Una legge per celebrare il crollo del Muro di Berlino

Quella storia va conosciuta, apprezzata, fatta propria da tutti quelli che credono nella democrazia. In Italia c’è anche una legge, la 61 del 2005, che proprio nell’anniversario della data simbolo del crollo del Muro – il 9 novembre 1989 – celebra la libertà. Ma pochi lo sanno, le istituzioni sembrano ancora insensibili a quelle memorabili giornate. Persino il ministero dell’Istruzione ha scritto appena 24 ore fa alle scuole italiane la classica circolare per lavarsi la coscienza sulla ricorrenza dell’evento.

Ma oggi è il giorno della gloria per quei martiri. Si racconta che almeno 500 persone morirono negli anni per tentare di raggiungere la parte occidentale di Berlino dalla prigione comunista dell’est. Un numero grande di vittime, a cui il mondo intero deve mostrare il rispetto dovuto a chi volle opporsi al regime che opprimeva.

Certo, nel dibattito culturale, come ha riassunto Aldo Di Lello sul Secolo d’Italia, c’è anche spazio per una vivace discussione sulla riunificazione tedesca e i costi pagati da tutti noi, a partire da quelli economici. Discussione che certamente proseguirà, ma dovrà per forza essere privilegiata la conquista della democrazia. Magari quella Germania ha approfittato della solidarietà di tutti, ma nessuno potrebbe oggi gioire se quel Muro fosse ancora lì a rappresentare la divisione di un popolo.

Semmai, tutti abbiamo pagato le scelte successive, a partire da un’ideologia monetarista che ha cancellato ogni traccia di sovranità. Ma quei 500 Caduti restano Martiri di una crudele velleità di potenza comunista.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 10 novembre 2019

    Tutto questo can can non sarebbe uscito fuori se non fosse stato per qualche sinistronzo che gli prudeva il cervello e ha voluto buttare un po di benzina sul fuoco.
    Poi si qualificano come democratici….. di quale democrazia?

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