La parrocchia si trasforma in moschea, l’ira dei fedeli: “Si prendono pure le nostre chiese”

venerdì 8 novembre 14:21 - di Redazione
moschea

Siamo alla periferia di Roma, Montespaccato, parrocchia di Santa Maria Janua Coeli. Qui ogni venerdì pomeriggio, la saletta parrocchiale al pianterreno accoglie centinaia di islamici. La parrocchia si trasforma in una moschea. Da quasi quattro anni, come racconta il Giornale, è in corso un esperimento di dialogo interreligioso. Il che in un momento in cui il ministro dell’Istruzione Fioramonti dichiara guerra al Crocifisso e  i simboli dell’Occidente cattolico sono sotto attacco pare un esperimento molto discutibile.

E infatti parrocchiani e residenti sono diffidenti. “Si sono presi i nostri negozi, le nostre case, adesso anche la chiesa? Non è giusto”, dichiara un’ottantenne al quotidiano. “C’è chi teme che la parrocchia si trasformi in un moschea e chi, invece, si pone il problema della sicurezza. “La polizia è al corrente di quello che accade qui e i controlli sono frequenti”, assicura padre Antonio Sconamila.  Il quale lamenta che su Fb “hanno pubblicato un fotomontaggio che mi raffigura accanto ad un kebab e uno della parrocchia sormontata da una mezzaluna”. La vicenda è nata nel nel 2016 da un sequestro, quello della moschea abusiva di via Montenovesi, a Boccea.

Fi allora che l’imam, Nafea Ahmmad, chiese a  padre Sconamila: “Possiamo venire qui a pregare?”. Il sacerdote accettò. La richiesta tra l’altro non piacque nemmeno ad alcuni musulmani. Infatti le condizioni poste dal sacerdote erano di concedere i locali ai musulmani ma senza togliere dalla sala i simboli cattolici. “Qualcuno si è allontanato dalla comunità, ma si è trattato di una minoranza”. Insomma, la prova che smentisce le trombe buoniste e laiciste sul dialogo interreligioso. C’è un limite a tutto. Un utente Fb la prende cosi: “Il prossimo step sappiamo già quale sarà: farli entrare direttamente in chiesa e stabilire il calendario con loro: venerdì islam, domenica messa. E il sabato il corso di yoga agli indù glielo vogliamo proprio rifiutare?”.

Il sacedote non si cura più di tanto delle reazioni e ha replicato. “Sono contento di queste reazioni negative, Gesù Cristo ha detto con molta chiarezza: Beati voi quando vi insulteranno…”.  Il che non risolve molto. Soprattutto non risolverà un tema più vasto, la crisi delle chiese sempre più vuote, la crisi delle vocazioni, l’insofferenza dei cattolici cerso i continui attacchi alla famiglia e ai simboli cristiani . Sempre più chiese si stanno aprensdo a questa consuetudine, con noncuranza delle conseguenze. Il consigliere municipale della Lega, Daniele Giannini, ha osservato: “Sarebbe meglio che il parroco pensasse a fare proselitismo più che esperimenti sincretisti”. Non ha torto.  “Il rischio è che in parrocchia, da qui a qualche anno, ci saranno più musulmani che cristiani”, dichiara al Giornale. Le polemiche proseguono.

Commenti

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  • Pasquale De Sole 12 novembre 2019

    Penso che questa iniziativa sia molto positiva e lodevole. È con l’incontro e la comprensione reciproca che si abbattono muri e barriere.

  • lasain 11 novembre 2019

    lo fa per avere soldi, e affamato di soldi quel prete. il suo obbiettivo e quello di portare piu’ soldi alla sua congregazione.cosa non si fa per i soldi?

  • ANTONIO GIOVANNETTI 9 novembre 2019

    Ma cari fedeli, avete solo da lasciarla vuota completamente per un paio di settimane, poi vedrete che il c pretino ci ripensa e corre ai ripari.

  • Giuseppe Forconi 8 novembre 2019

    Il prete Sconamila non ha idea, interpreta la Bibbia a modo suo come fanno gli islamici con il corano. Gli islamici hanno la mano lunga, un centimetro alla volta, fino a quando si prenderanno tutto il braccio. Poi se ci mettiamo anche quell’ignorante di fioramonti che ancora ciondola al governo e nessuno gli ha dato un bel calcio, facciamo una bella tombola.

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