La fifa blu di Renzi per le elezioni anticipate: «Sarebbero un suicidio. Il Pd ci pensi bene»

venerdì 8 novembre 12:17 - di Valerio Falerni
Renzi

Se non proprio una fifa blu, certamente una viva preoccupazione. È lo stato d’animo che trasuda dall’intervista di Matteo RenziRepubblica. Sembra un altro, il leader di Italia Viva. Toni seriosi e zero guasconate. È bastato che Nicola Zingaretti pronunciasse la parola «elezioni» per mandare in fibrillazione l’intera maggioranza e soprattutto lui, l’ex-Rottamatore. Sa bene che un’interruzione traumatica della legislatura lo coglierebbe proprio in mezzo al guado. Il suo partito esiste in Parlamento ma stenta a mettere radice tra i cittadini. Il rischio di finire come il Ncd di Angelino Alfano è incombente e lo atterrisce. Da qui l’invocazione al suo ex-partito «a pensarci bene» prima di staccare la spina, perché – avverte – il ritorno alle urne equivarrebbe ad un «suicidio di massa». Dovesse accadere, minaccia, Iv andrebbe per propria strada e la sconfitta della sinistra nei collegi uninominali sarebbe pressoché certa. Persino in Toscana e in Emilia Romagna.

Intervista di Renzi a Repubblica

Altra musica se la maggioranza ritrovasse l’unità. E qui Renzi è un disco rotto: elezione del nuovo presidente della Repubblica, alternativa al sovranismo, riduzione degli interessi sul debito pubblico e l’annesso cucuzzaro di belle promesse che l’ex-premier sa condire con competenza da imbonitore. Ma ha davvero poco senso dipingere di rosa il futuro se il presente è nero come la pece. Il Conte bis arranca su tutti i dossier. Quello dell’Ilva di Taranto è solo il più spinoso. Sul punto Renzi si allinea al resto della maggioranza: «Lo scudo penale – assicura – non c’entra niente. C’entrano invece la crisi dell’acciaio e gli esuberi». E quando gli chiedono di commentare le critiche di Carlo Calenda al voto favorevole di Iv all’emendamento della grillina Barbara Lezzi soppressivo dello scudo, Renzi fa trasparire ancora nervosismo: «Calenda fa l’avvocato di Arcelor Mittal, noi difendiamo i lavoratori».

L’ex-Rottamatore punta ancora sulla paura di Salvini

L’obiettivo del senatore di Rignano è prendere tempo. Sa bene che portare a scadenza la legislatura è irrealistico. Così come si rende conto che il bau bau dell’uomo nero, cioè Salvini, può funzionare ancora poco. Giusto il tempo di testare lo stato di salute dei giallo-rossi alle elezioni dell’Emilia Romagna. Dovessero andar male per la sinistra, il Conte bis finirebbe nel burrone e il ritorno alle urne sarebbe inevitabile. Con Renzi ancora in mezzo al guado. E sta a vedere se il famoso «stai sereno», questa volta, non sarà costretto a mandarselo e a leggerselo da solo.

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