Iraq, l’Isis diffonde un fotomontaggio minaccioso: «cani italiani che cosa state facendo qui?»

martedì 12 novembre 17:57 - di Redazione
Iraq, il fotomontaggio dell'Isis contro i militari italiani

L’agenzia media dell’Isis, “Quraysh”, ha diffuso un fotomontaggio nel quale vengono lanciate minacce ai militari italiani in Iraq.
Le minacce arrivano dopo l’attacco di due giorni fa ai militari italiani.

«Cani italiani, cosa fate in Iraq», si legge in sovraimpressione sull’immagine. Rilanciata su Twitter dall’account Ofcs.report diretto da Francesca Musacchio.

Nel manifesto si vede un mezzo militare italiano saltare su una mina avvolto dalle fiamme e dal fumo. E pezzi del fuoristrada che volano via assieme ai corpi e alle armi. E si vede il viso sofferente, evidenziato in rosso, di un militare. Con la scritta in basso «Italian Dogs – what are you doing in Iraq?».

Un chiaro riferimento all’attentato terroristico che domenica ha colpito le forze speciali del Col Moschin e del Comsubin.

La condanna dell’Imam francese per l’attentato in Iraq

Intanto l’Imam Hassen Chalghoumi, presidente della Conferenza degli imam di Francia, ha condannato l’attentato subito domenica dai militari italiani vicino a Kirkuk, nel nord dell’Iraq, e rivendicato, ieri, dall’Isis, il sedicente Stato Islamico.

«Condanno questo attacco barbaro e criminale», ha detto Hassen Chalghoum in una intervista ad Aki – Adnkronos international. E ha puntato il dito contro «criminali assassini che dimostrano di non avere alcuna attenzione per l’umanità, né per la religione».

Nato in Tunisia e cittadino francese dal 2000, l’Imam Chalghoumi, ha quindi detto che «il popolo italiano e il governo italiano fanno parte della Coalizione internazionale contro Daesh. Ed è normale che questi criminali assassini cerchino vendetta».

Gli «italiani devono essere fieri di combattere contro l’estremismo per il bene dell’umanità», ha aggiunto Chalghoumi parlando dell’attentato in Iraq.

«L’Italia si deve proteggere», ha proseguito l’Imam, affermando che il nostro Paese«è minacciato anche dall’immigrazione», oltre che «dall’esterno da Daesh», acronimo spregiativo arabo dell’Isis, il sedicente Stato Islamico.
Secondo il religioso, «ora l’Italia deve occuparsi della Libia. Che è fonte di estremismo e fanatismo contro il quale bisogna combattere».

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