Insonnia: uno studio documenta il rischio maggiore di ictus e infarto

mercoledì 13 novembre 18:14 - di Redazione

Chi dice insonnia dice danno. Si moltiplicano, infatti, i moniti che arrivano dalla scienza per chi dorme poco, o male. L’ultimo arriva da uno studio cinese: le persone che hanno difficoltà a dormire sembrano correre più rischi di ictus, infarto o altre malattie cerebro o cardiovascolari, spiegano i ricercatori su Neurology.Questi risultati suggeriscono che, se siamo in grado di intervenire sulle persone che hanno problemi di sonno con terapie comportamentali, potremmo ridurre il numero di casi di ictus, infarto e altre malattie”, ha affermato Liming Li dell’Università di Pechino, commentando i risultati. Lo studio ha coinvolto 487.200 persone in Cina, con un’età media di 51 anni.

Insonnia: lo studio dell’università di Pechino

All’inizio della ricerca i partecipanti non avevano avuto esperienza di ictus o malattie cardiache. Ai soggetti è stato chiesto se avessero sperimentato uno dei seguenti sintomi di insonnia almeno tre giorni alla settimana: difficoltà ad addormentarsi o restare addormentato; svegliarsi troppo presto la mattina; difficoltà a rimanere concentrati durante il giorno a causa del sonno perso. L’11% delle persone aveva avuto difficoltà ad addormentarsi o rimanere addormentato. Il 10% ha riferito di svegliarsi troppo presto. E il 2% ha confessato problemi a rimanere concentrato durante il giorno per via della sonnolenza. Tutti i soggetti sono stati seguiti per una media di circa 10 anni.

I numeri dello studio cinese

Durante questo periodo si sono verificati 130.032 casi di ictus, infarto e altre malattie cardiovascolari. Ebbene, il legame esiste: le persone che avevano riferito tutti e tre i sintomi dell’insonnia. Infatti, hanno il 18% di probabilità in più di sviluppare queste patologie rispetto ai coetanei senza problemi di sonno. I ricercatori hanno anche adeguato i risultati tenendo conto degli altri fattori che potevano influenzare il rischio di ictus o malattie cardiache, tra cui il consumo di alcol, il fumo e il livello di attività fisica.

Le percentuali di rischio: ictus, infarto e altre malattie

Più in dettaglio, le persone che hanno riferito problemi ad addormentarsi o a restare addormentati avevano il 9% in più di probabilità di sviluppare ictus o malattie cardiache rispetto a chi non aveva questo problema. Delle 55.127 persone con questo sintomo, infatti, 17.650 (32%) hanno avuto una patologia cardiovascolare contro il 26% del gruppo senza questo problema. Per le persone che si svegliavano troppo presto la mattina e non riuscivano a riaddormentarsi, invece, l’aumento di rischio è risultato del 7%. Mentre per quanti hanno riferito problemi a rimanere concentrati durante il giorno a causa della sonnolenza il pericolo aumenta del 13%.

Insonnia: importante la diagnosi precoce

“Il legame tra i sintomi dell’insonnia e queste malattie è risultato ancora più forte nei giovani adulti e nelle persone che non soffrivano di ipertensione all’inizio dello studio. Quindi le ricerche future dovrebbero considerare soprattutto la diagnosi precoce e gli interventi mirati per questi gruppi”, ha concluso Li. Precisando in ogni caso che lo studio non dimostra un legame causa-effetto tra i sintomi dell’insonnia da una parte e ictus e malattie cardiache dall’altra, ma solo un’associazione.

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