Ilva, Confintesa: «Ora chiarezza sulle intenzioni di ArcelorMittal. Basta coi trappoloni»

lunedì 18 novembre 16:37 - di Redazione
ilva arcelor mittal

«Ormai il caso Ilva-ArcelorMittal sta assumendo aspetti inquietanti e sempre più preoccupanti». Francesco Prudenzano, segretario generale di Confintesa, torna a parlare del caso Ilva. E invita il governo ad impedire la chiusura dello stabilimento siderurgico di Taranto. «Si parla di 60 milioni non pagati ai creditori», dice. «La procura sta indagando, come denunciato dai commissari del governo per verificare se la multinazionale franco-indiana abbia compiuto atti contro l’economia nazionale. Tutto ciò anche attraverso il dirottamento di commesse verso altre imprese».

Ilva, l’appello di Confintesa

Spiega poi Prudenzano sul caso Ilva: «Insomma siamo davanti a quello che viene ormai definito un trappolone da parte di ArcelorMittal. Che, se le indagini dovessero confermare le accuse, farebbero emergere le vere intenzioni del gruppo. Ovvero distruggere un temibile concorrente come Ilva. Utilizzando l’alibi dello scudo giudiziario e attuando la tecnica del prendi i soldi e scappa. Il governo – conclude Prudenzano – non indugi oltre. E impedisca con tutti i mezzi la chiusura dei forni che sancirebbe la fine della siderurgia italiana. Aspettando le decisioni della magistratura, sia per la richiesta di recessione del contratto che per eventuali malversazioni, il governo deve porre in essere tutte quelle azioni per impedire la chiusura di Ilva anche attraverso, se necessario, la nazionalizzazione dell’impresa di Taranto».

L’attacco al governo

Solo due giorni fa sempre Prudenzano aveva attaccato il governo. «Il caso Ilva e la crisi di Alitalia – aveva detto – mettono in risalto la completa assenza di una politica economica e industriale del governo che non riesce a trovare soluzioni adeguate per la loro situazione». Poi aveva rincarato la dose: «I dati ufficiali ci dicono che l’Ilva perde due milioni al giorno e che Alitalia è ormai al collasso finanziario ma il governo anzi i governi che negli ultimi anni si sono succeduti hanno sempre sottovalutato quanto stava avvenendo in due settori strategici per il Paese. Sia Ilva che Alitalia – aveva concluso Prudenzano – sono due disastri annunciati che mettono a rischio decine di migliaia di posti di lavoro».

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