Fondo salva-Stati, il M5S a muso duro contro di Maio: «Subito un vertice sul Mes»

19 Nov 2019 15:58 - di Redazione
salva-Stati

Il MoVimento è ormai una polveriera. Basta un nulla per farlo esplodere. L’ultima grana in ordine di tempo per Luigi Di Maio si chiama Mes (Esm, secondo l’acronimo in inglese), il fondo salva-Stati nato nel 2012. A farla scoppiare, i deputati grillini della commissione Finanze. E questa volta non sussurrando fuori dalle riunioni ufficiali ma in modalità scritta, nero su bianco, come si fa con le dichiarazioni di guerra. E questa lo è. La prosa lascia pochi dubbi in proposito: «Chiediamo al capo politico – vi si legge – di far convocare un vertice di maggioranza, perché sul Mes noi non siamo d’accordo». L’obiettivo annunciato dagli onorevoli Cinquestelle  è un guanto di sfida: «La discussione sul Mes deve essere trasparente».

I deputati grillini della commissione Finanze scrivono al capo politico

I grillini lamentano l’avvio di una sorta di trattativa parallela tra Palazzo Chigi e la Ue con le Camere esautorate da ogni ruolo, tanto più che – ricordano – avevano dato un «preciso mandato» al premier Conte. Da qui la denuncia: «Il Parlamento non può essere tenuto all’oscuro dei progressi nella trattativa e non è accettabile alcuna riforma peggiorativa del Mes, ad esempio prevedendo che l’aiuto sia condizionato al ricatto di riforme strutturali che di fatto porterebbero ad un commissariamento degli Stati in difficoltà». Proprio quel che essi sospettano sto per accadere: «È chiaro che la riforma del Mes sta andando proprio nella direzione che il Parlamento voleva scongiurare». Da qui l’intimazione a Di Maio: subito un vertice di maggioranza.

Salvini e Meloni: «L’ok di Conte al nuovo Mes è alto tradimento»

In effetti, la riforma del Mes desta allarme per la nostra economia perché prevede che il supporto finanziario sia attivato in caso di turbolenze sui mercati del debito pubblico ma qualora ricorrano alcune condizioni: non trovarsi in procedura d’infrazione, avere da due anni un deficit sotto il 3 per cento e un debito pubblico sotto al 60. Condizioni di cui l’Italia non gode. In tal caso potrebbe accedere – in seconda battuta – al supporto finanziario solo se accettasse una ristrutturazione del debito. La riforma del Mes miete critiche anche a destra. Salvini indirizza la stampa verso  Conte e l’ex-ministro Tria. Chiedano –  esorta via Fb – se hanno siglato «di notte, di nascosto, un fondo “ammazza-Stati“». E se lo abbiano fatto «senza l’autorizzazione del Parlamento». In quel caso, avverte, «sarebbe alto tradimento». Durissimo anche il commento di Giorgia Meloni: «È una nuova eurofollia: una super Troika onnipotente. Fdi farà barricate contro ennesimo tradimento verso il popolo».

 

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