Ex Ilva, il vertice Conte-Mittal è una beffa, sindacati furiosi: «Basta, il governo ci convochi»

sabato 23 novembre 14:48 - di Sveva Ferri
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“L’incontro tenutosi ieri con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed altri membri del governo per discutere possibili soluzioni per gli impianti ex Ilva è stato costruttivo. Le discussioni continueranno con l’obiettivo di raggiungere al più presto un accordo per una produzione sostenibile di acciaio a Taranto”. All’indomani del vertice fiume a Palazzo Chigi, anche ArcelorMittal, in una nota, conferma la riapertura del dialogo che era stata annunciata a caldo da Conte. Ma questo è l’unico risultato uscito dalle quattro ore di confronto che, al di là delle dichiarazioni concilianti, ha lasciato il futuro dello stabilimento nell’impasse.

Sull’ex Ilva Conte ammette il nulla di fatto

Lo stesso Conte, pur sbandierando la riapertura della trattativa come un successo, ha dovuto ammettere che “non abbiamo incassato alcun risultato” e che “si avvierà una negoziazione che sarà complicata e faticosa. Ci saranno tanti risvolti”. Per ora quello che emerge riguarda solo le concessioni proposte dal governo, chiaramente in una condizione di debolezza nella trattativa: differimento del processo, “misure sociali in accordo con le associazioni sindacali” e, soprattutto, un “coinvolgimento pubblico nel nuovo progetto”. Di contro alla multinazionale è stato chiesto che “garantisca l’attività produttiva anche in fase negoziale” e che elabori un nuovo piano industriale per l’ex Ilva. Al momento, però, non risultano impegni assunti dai Mittal: Lakshmi e Aditya, rispettivamente padre e figlio, presidente e Ad dell’impresa che porta – anche – il loro nome e che ieri sono sbarcati a Roma per l’incontro con il governo.

La rabbia dei sindacati: “Nessun passo in avanti”

La cartina di tornasole di questo buco nell’acqua sono state, oggi, le reazioni dei sindacati. Non ve n’è uno che abbia accolto la “grande apertura” di Mittal, per dirla con Conte, con lo stesso ottimismo di Palazzo Chigi. E tutti chiedono di essere convocati per partecipare agli incontri con la proprietà. Pur salutando positivamente la ripresa del confronto, infatti, dimostrano di non fidarsi affatto non solo della proprietà della multinazionale, ma nemmeno del governo e della strada che ha imboccato. “Sull’ex Ilva bisogna ritrovare la strada della responsabilità”, ha commentato il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra, facendo riferimento sia all’azienda sia al governo. Per il segretario generale della Uil, Rocco Palombella, poi, “l’incontro di ieri non ha portato a nessuna novità e passi in avanti concreti”.

Il nodo dello scudo penale

Infine, Maurizio Landini della Cgil, ha sottolineato che bisogna tenere fede al patto siglato l’anno scorso. “Se ci sono difficoltà si affrontano, ma se l’idea è di cambiarlo, noi non siamo d’accordo”. Poi è tornato sul tema dello scudo penale: “Toglierlo è stato un errore” e “ha fornito l’alibi a Mittal”. “Senza questa tutela non si trova nessuno che ci metta le mani”, ha sottolineato Landini. Ma dello scudo penale, al vertice di ieri, non si è parlato.

 

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