Dramma e rinascita di Sante Perticaro. Chi vuole legiferare sul fine vita legga prima la sua storia

martedì 12 novembre 10:12 - di Francesco Storace

I signori della vita e della morte che pretendono di decidere in Parlamento al posto di nostro Signore leggano la storia di Sante Perticaro. Deputato tra il 1994 e 1996, egli ha scritto un libro – significativamente inteso “Rinascite” edito da Mazzanti libri – che avremo l’onore di presentare giovedì 14 novembre a Roma. Sede dell’evento (alle 18) Banca generali Private, in via Bertoloni 2, ai Parioli.

Perticaro è morto. No, è vivo. Perché la speranza non finisce mai, anche se in coma ti danno per spacciato. Eppure ce l’ha fatta e ha conosciuto più di ciascuno di noi quelli che chiamiamo valori. L’amore (della moglie e della famiglia d’origine). L’amicizia (quando appare e scompare). L’identità (delle persone e della propria terra). La vita (che è sacra e nessuno si deve azzardare a togliercela).

Il libro si intitola Rinascite, al plurale, perché mette assieme tutto questo, in un romanzo che si legge volentieri ed è insieme una lezione di vita.

Quel viaggio di Perticaro con la moglie

Fine anni novanta. Sante viaggiava con la moglie in autostrada, si schiantarono sull’autostrada all’altezza di Benevento. Lei, ferita e sfiorita, si occupò dei primi soccorsi. Sola, in mezzo alle auto che sfrecciavano trasportando indifferenza senza solidarietà. Poi il miracolo, la possibilità di telefonare ad uno dei pochi amici rimasti – era Clemente Mastella – il ricovero, il coma, il trasferimento a casa, la guarigione. Sì, un miracolo.

Eppure le radio avevano dato già nell’aldilà quel parlamentare da poco cessato dall’incarico. E maligna correva in testa l’idea del perché i freni non avessero funzionato, quella battaglia alla Camera contro i grandi monopoli. Sante si era imbattuto muso a muso con potenti che non perdonano. Poi scacci quel pensiero, “non è possibile” e poi ti torna in testa. I medici di San Giovanni Rotondo avevano “rassicurato” la moglie Maria, ricoverata anche lei, ma a Roma. “No, suo marito non è ancora morto“. Meno male….

Durante il coma, lei nella Capitale, lui in quel lettino, col papà Vincenzo a raccontargli storie d’infanzia per far tornare la memoria perduta nel trenino della vita. Sembrava impossibile. Poi, il coraggio di Maria. Il viaggio – un nuovo viaggio… –  per riportarlo a casa. E ogni giorno medicine, storie, affetto, amore.

Quando si rinasce

Si può rinascere con un pezzo di scienza, con umanità e voglia di vivere.

Non si può campare così, diciamo spesso accanto ad un nostro congiunto, un amico, o anche uno sconosciuto che sappiamo in che condizioni sia (mal)ridotto. Non mollare mai è l’insegnamento che ci affida nel suo libro Sante Perticaro. Oggi, incontri lui e la sua sempre bella Maria, ed è difficile immaginare il percorso che hanno saputo affrontare. Non si sono fermati alla soglia del “non c’è più nulla da fare”. Sante, demo e cristiano ancora più che democristiano. Maria, semplicemente innamorata dell’uomo con cui ha scelto di vivere. Rinascite perché sono rinata in due.

E lui che continua a ragionare di politica, di Italia e di Venezia. E di come era quella Dc. La lotta del Nordest “contro” il Nordovest anzichè “contro” il Sud (anche perché la moglie pugliese non l’avrebbe tollerata…).

Oggi Perticaro è vivo. Se avessero comandato già allora i profeti dell’eutanasia per legge, ne racconteremmo la storia. Oggi, giorno dopo giorno, ne viviamo l’esistenza che rinasce.

Commenti

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  • Sante Perticaro 12 novembre 2019

    Hai colto esattamente nel segno.
    Grande Direttore. 🇮🇪

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