«Diffamò Luigi Genovese», Di Battista rischia di finire sotto processo a Messina. La vicenda

sabato 30 Novembre 10:01 - di Redazione
Luigi Genovese

L’ex deputato del M5S, Alessandro Di Battista, rischia di finire sotto processo. L’accusa è di diffamazione nei confronti di Luigi Genovese, deputato regionale siciliano.Che è figlio di Francantonio Genovese, ex deputato nazionale condannato per corruzione elettorale.

Di Battista – in occasione delle regionali del 2017 – avrebbe parlato di elezioni “inquinate” accusando in particolare i Genovese. La procura di Messina, come apprende l’Adnkronos, aveva archiviato il procedimento.

Il pm aveva fatto riferimento all’insindacabilità di Di Battista perché all’epoca era parlamentare. Ma l’inchiesta ha fatto emergere che non sussistono gli elementi in questo caso per estendere la non punibilità ex art.68 della Costituzione per dichiarazioni rese anche al di fuori della Camera.

Quindi il gip di Messina ha deciso l’imputazione coatta. E la Procura dovrà adesso chiedere il rinvio a giudizio per l’esponente di spicco del M5S.

Caso Di Battista, Luigi Genovese: «Quei paladini del cambiamento…»

Soddisfatto Genovese, che parla dell’esigenza di «smascherare chi tenta di mistificare la realtà ergendosi a paladino del cambiamento». Un’esigenza molto sentita «nell’era delle fake news e della retorica politica scollegata dalla verità». Bisogna puntare alla «restaurazione della decenza e del rispetto verso le persone, anche se si tratta di un competitor politico».

«Il vero cambiamento sarebbe questo», aggiunge. «Non di certo quello promesso da Di Battista e da quel Movimento che ha costruito la propria identità attraverso la costante demonizzazione degli avversari. Uno stratagemma che non si regge più in piedi. Ma del resto le recenti competizioni elettorali e tutti i sondaggi lo hanno già detto chiaramente».

Il post e l’intervento nel programma di Barbara D’Urso

In un post del 23 novembre 2017, Di Battista aveva pubblicato lo stralcio della puntata di Di Martedì della settimana precedente. Puntata in cui sosteneva che le elezioni siciliane erano “state inquinate”. L’ex deputato ha riportato di aver «conosciuto siciliani che mi dicevano (durante la campagna elettorale delle Regionali 2017, ndr) io sono del movimento Cinquestelle ma non posso non votare Genovese altrimenti perdo il posto di lavoro». Circostanza che l’esponente grillino ha poi ripetuto il 21 gennaio 2018 a “Domenica Live” su Canale5.

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