Di Maio nel panico pensa a una “fuga” dall’Emilia. Niente lista per evitare una Caporetto

sabato 9 novembre 10:58 - di Marta Lima
pomigliano

La “provocazione” era stata lanciata, due giorni fa, da uno dei big della prima ora tra i grillini. Max Bugani, bolognese, capo staff di Virginia Raggi a Roma, consigliere comunale a Bologna e membro dell’associazione Rousseau, aveva chiesto la “ritirata strategica”. «Alle Regionali? Per me è meglio non presentarsi, è un fatto di serietà. Delle volte ricominciare da zero è un ottimo segnale, nella vita come nella politica». Parole consegnate alla Sette, nel corso di Piazza Pulita, e poi riprese con grande enfasi dal Fatto Quotidiano del grillino Marco Travaglio. Parole apprezzate dai vertici del Movimento, in primis D Maio, ma soprattutto dal Pd di Zingaretti, che considera il M5S, in Emilia, una zavorra più che una risorsa. Che Di Maio ci pensi davvero a non presentare la lista lo confermano le parole dell’epurato Danilo Toninelli, che protesta: «Noi siamo il M5s, a me pare tanto che non candidarsi sia l’esatto opposto di quel ‘non mollare mai’ che da sempre ci ispira».

La fuga dall’Emilia di Di Maio & company

La  tentazione, nei grillini, però, è forte. E Di Maio sa che la “fuga” forse gli salverebbeil posto di leader, qualsiasi fosse il risultato del Pd. Una mossa alla Renzi, che evita di cimentarsi laddove rischierebbe una Caporetto. Come in Umbria. E con i sondaggi che danno i grillini al minimo storico, in tutta Italia e anche in Emilia. «Non presentarsi in Emilia Romagna. Per non rischiare un’altra Caporetto elettorale. Ma soprattutto per spianare la strada al Pd ed evitare uno schiaffone che potrebbe costare la vita al Governo. È un dossier che nelle ultime ore è arrivato sul tavolo di Luigi Di Maio, e su cui si è aperto un ragionamento serio. Un cambio radicale di rotta. Perché appena a inizio settimana la linea era radicalmente diversa….», scrive l’Huffinghton Post. Che fa notare come non solo Bugani propenda per una diserzione tattica. Stefano Patuanelli, per esempio, che dichiara: «A livello locale, guardando alle 8 Regioni al voto nel 2020, si deve riflettere. Forse è meglio non candidarsi in tutte le Regioni. Bisogna valutare caso per caso». E il primo caso, guarda caso, sarebbe proprio l’Emilia…

Commenti

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  • maurizio pinna 9 novembre 2019

    Sarà peggio di Caporetto, perché i 5* sono peggiori di Luigi Cadorna. Nel 1916, dopo la conquista di Gorizia, quindi in un momento di vittoria, il generalissimo portò il suo SM in visita al Piave, dove erano in corso dei lavori di fortificazione ed ai suoi Ufficiali che lo ascoltavano con malcelata meraviglia disse “ Stiamo andando bene , ma se le cose dovessero mutare, se dovesse andare proprio male, noi li fermeremo qui…”. Quindi Cadorna un piano B ce l’aveva, più di 100 anni dopo siamo messi peggio.

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