Conti correnti pignorati: il governo dichiara guerra ai poveri

giovedì 21 novembre 16:48 - di Davide Ventola

La dichiarazione di guerra ai contribuenti italiani è ufficiale. Giuseppe Conte l’ha confermata in occasione del suo incontro milanese con il sindaco Sala. Una serie di distinguo e poi l’ammissione. I conti correnti pignorati sono previsti nella nuova norma. “Sarà equiparato nella riscossione il sistema locale a quello nazionale”, ha confermato il premier. Si tratterà, dunque, di una stretta importante riguardo a tributi locali come Imu e Tasi. I sindaci italiani avranno, dunque, un’arma micidiale nel sistema di riscossione locale.

Addio Fisco amico, contribuenti sotto torchio

Ma come funziona il meccanismo dei conti correnti pignorati? Ecco spiegato in pochi passaggi. Attraverso l’articolo 96 della manovra finanziaria ci saranno nuovi strumenti in mano agli amministratori locali. I sindaci potranno, così, accelerare gli iter finalizzati alla riscossione di tasse e tributi non pagati. D’ora in poi, i Comuni potranno infatti, pignorare stipendi, conti correnti, fatture, immobili (ovviamente con l’esclusione della prima casa) e si potrà anche arrestare l’auto.
L’effetto concreto che la novità dovrebbe portare è che i sindaci o altre figure simili potranno ottenere l’esecuzione forzata con un solo atto, risparmiando, perciò, l’ingiunzione dopo l’accertamento. Al pari di quanto avviene per l’Agenzia delle Entrate-Riscossione sarà sufficiente, dunque, un atto unico di accertamento.

Conti correnti pignorati, la spiegazione sul Sole 24 Ore

Costantino Ferrara, presidente Associazione magistrati tributari della Provincia di Frosinone, lo ha scritto sul Sole 24 ore. “Negli anni passati la parola d’ordine per sistemare la casse dello Stato era «rottamazione». Ora, invece, il trend sembra pericolosamente derivare verso ipotesi di «prelievo forzoso» o «pignoramento del 730». E per essere ancora più chiara, il magistrato dipinge un quadro allarmante. «Queste misure sembrano pensate per affrontare un’ennesima guerra dei poveri, rivolgendo attenzioni ai piccoli contribuenti e lasciando inalterati i meccanismi delle big company che movimentano volumi del tutto differenti (anche sotto il profilo dell’evasione stimata). Al di là della reale portata delle stesse, va considerato poi l’effetto “terrorismo” sui cittadini, che paralizza l’economia ed incentiva, semmai, a comportamenti di segno contrario rispetto a quelli attesi».

Daniele Capezzone, già presidente della commissione Finanze della Camera, su La Verità, è ancora più esplicito: «L’aspetto più scandaloso è che, già dopo la mancata risposta all’intimazione di pagamento e all’avviso di accertamento, trascorsi 60 giorni, il Comune potrà chiedere di pignorare i conti correnti dei cittadini. In termini di gradimento da parte dell’opinione pubblica, si tratta di un clamoroso autogol per governo e maggioranza, una Caporetto comunicativa: ma, se la misura non verrà modificata, intanto il danno per i contribuenti sarà grave e certo».

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