Colpo di scena al processo Cucchi, il giudice si astiene: «Sono un ex carabiniere»

martedì 12 novembre 10:42 - di Redazione
Stefano Cucchi

Inatteso rinvio del processo sui presunti depistaggi seguiti alla morte di Stefano Cucchi, arrestato il 15 ottobre del 2009 per droga e deceduto sette giorni dopo all’ospedale Sandro Pertini di Roma. Il giudice Federico Bonagalvagno in apertura dell’udienza ha comunicato la sua astensione perché ex carabiniere in congedo, con rapporti con alti ufficiali, come il generale Tullio del Sette. Ma anche per aver partecipato a eventi con appartenenti all’Arma. Una decisione che arriva dalla necessità di garantire il sereno svolgimento del procedimento.

Una richiesta formulata dalla famiglia Cucchi

La richiesta di astensione arrivava dal legale della famiglia Cucchi e dalle parti civili. Per i depistaggi sono imputati il generale Alessandro Casarsa all’epoca dei fatti comandante del Gruppo Roma, e altri 7 carabinieri, tra cui Lorenzo Sabatino, allora comandante del reparto operativo dei carabinieri di Roma. Gli otto carabinieri devono rispondere di accuse a vario titolo e a seconda delle posizioni di falso, favoreggiamento, omessa denuncia e calunnia.

Oltre a Casarsa e Sabatino, sono a processo Francesco Cavallo, all’epoca dei fatti tenente colonnello e capo ufficio del comando del Gruppo Roma. Luciano Soligo, all’epoca dei fatti maggiore dell’Arma e comandante della compagnia Roma Montesacro. Massimiliano Colombo Labriola, all’epoca dei fatti comandante della stazione di Tor Sapienza. Francesco Di Sano, all’epoca in servizio alla stazione di Tor Sapienza. Tiziano Testarmata, comandante della quarta sezione del nucleo investigativo dei Carabinieri e il carabiniere Luca DeCianni, accusato di falso e di calunnia. Il processo è stato aggiornato al prossimo 16 dicembre.

Di Bernardo diserta l’udienza

“Alessio di Bernardo voleva essere qui oggi ma è gravemente malato, nonostante abbia 40 anni. Era pronto a venire ma non ce l’ha fatta”. Lo ha detto l’avvocato Antonella De Benedictis, difensore di Alessio Di Bernardo nel corso dell’udienza nell’aula bunker di Rebibbia al processo bis sulla morte di Stefano Cucchi in cui sono imputati 5 carabinieri. Per D’Alessandro e per il suo collega Alessio Di Bernardo il pm Giovanni Musarò auspica una condanna a 18 anni di reclusione con l’accusa di omicidio preterintenzionale.

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