Clamorosa rivelazione di un pentito: “Messina Denaro si è nascosto in Veneto”

giovedì 21 novembre 15:24 - di Redazione

Matteo Messina Denaro, il boss della mafia latitante da oltre vent’anni, si sarebbe nascosto per un breve periodo, nel 2014, in Veneto. Precisamente, in una cantina di Salgareda (Treviso). Ciò emerge dalle rivelazioni di un pentito, Emanuele Merenda il quale avrebbe detto ai magistrati che ad ospitare il “capo dei capi” sarebbe stato un palermitano, Vincenzo Centineo, da tempo residente a Salgareda, coinvolto nell’inchiesta sulla presenza dei clan Casalesi sul litorale veneto, ad Eraclea.

La versione del pentito

Queste le parole di Merenda nel corso di un interrogatorio: «Centineo mi ha detto che ha ospitato Matteo Messina Denaro per quattro o cinque giorni a Campo di Pietra». E ancora: «Centinaio mi ha spiegato che prestava denaro senza garanzie ad interessi elevatissimi. Mi ha anche detto che i soldi che impiegava provenivano dal gestore di una cantina di Campo di Pietra. Un locale riconducibile a dei siciliani che erano dei pezzi da novanta».

Il boss nascosto nelle campagne trevigiane

«Il mio cliente non ha mai ospitato, né in alcun modo favorito, la latitanza di alcun boss di associazioni a delinquere. E le dichiarazioni rese nei suoi confronti da Merenda sono già state valutate come prive di alcun riscontro, data anche la recente pronuncia del Tribunale collegiale di Pordenone che lo ha di fatto ritenuto inattendibile». Così l’avvocato Guido Galletti, legale di Centineo, il quale osserva che, lo stesso procedimento, «ha accertato gravi motivi di rancore serbati da Merenda nei confronti di Centineo».

Chi è Matteo Messina Denaro

Matteo Messina Denaro, nato a Castelvetrano il 26 aprile 1962, è tra i latitanti più ricercati al mondo. È latitante dal 1993, è considerato la primula rossa di Cosa nostra, il capomafia erede di Riina e Provenzano. Suo padre, Francesco Messina Denaro senior morì, da latitante, il 30 novembre 1998 d’infarto. Il suo cadavere venne fatto ritrovare nelle campagne di Castelvetrano. Era vestito di tutto punto, pronto per le esequie.

Commenti

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  • Francesco Ciccarelli 22 novembre 2019

    Ci credete? Io no!

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