Casaleggio prova mettere tutti sull’attenti, il M5S è un inferno: i ribelli vogliono la testa di Di Maio

venerdì 8 novembre 10:27 - di Paolo Sturaro
Casaleggio

Troppe liti, troppo “fuoco amico”, il M5S si è trasformato in un polveriera. Per richiamare tutti all’ordine atterra a Roma Davide Casaleggio. Prima la giornata di incontri alla Camera e al Senato. Martedì l’assemblea dei parlamentari con Luigi Di Maio. Sarà quello il momento in cui si capirà quale sono le reali intenzioni dei vertici massimi del Movimento. Grillo (per adesso) resta dietro le quinte.

Casaleggio tasta il polso, deve capire fino a che punto Giggino sia ancora in grado di condurre le truppe. Il pericolo dell’ammutinamento c’è tutto. I rischi sono tanti e Di Maio è sempre più in bilico.

Uno dei nemici più acerrimi dell’attuale “capo politico” è Mario Giarrusso. Durante la riunione dei parlamentari (semi) ribelli a Palazzo San Macuto organizzata da Nicola Morra, il senatore M5S ha messo sotto accusa Giggino. «Qui c’è una persona che deve assumersi la responsabilità», ha detto. «Siamo in caduta libera, abbiamo perso i due terzi dei voti».

Secondo quanto appreso dall’Adnkronos, duro anche Giorgio Trizzino: «Qui serve un elettroshock».  Sterzata anche da Morra: «Qualcuno pensa che ragionare d’identità del Movimento equivalga a un atto di sovversione. Tranquilli coloro che pensano questo», ha scritto su Fb. «Ho il dovere-diritto di offrire un contributo al M5S».

Alcuni giorni fa lo stesso Di Maio aveva tentato di gettare acqua sul fuoco: «Il Movimento non è più diviso di quanto lo fosse quando eravamo alleati con la Lega. Ha tre anime: i postideologici, che non si sono mai riconosciuti in un’alleanza piuttosto che in un’altra; i delusi di destra e i delusi di sinistra. In un dibattito politico che va polarizzandosi sempre di più non è facile tenere insieme le diverse sensibilità. Ci siamo dimenticati delle divisioni su Virginia Raggi? E delle polemiche del passato su Beppe Grillo, E soprattutto su Gianroberto Casaleggio? A Gianroberto ne hanno fatte passare di tutti i colori, soprattutto negli ultimi due anni di vita».

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