Attentato in Iraq, le condizioni dei nostri militari. Il messaggio di un sopravvissuto di Nassiriya

domenica 10 novembre 19:56 - di Redazione
Iraq

Sono in condizioni stabili e non in pericolo di vita, i cinque militari italiani coinvolti oggi nell’attentato in Iraq.  Per uno c’è stata  l’amputazione della gamba sopra al ginocchio, mentre per un militare della Marina l’amputazione di parte del piede.

Un altro militare accusa diversi traumi interni con alcuni versamenti e qualche costola rotta, ma le sue condizioni sono stabili. Traumi importanti ma meno rilevanti degli altri per un quarto ferito e le sue condizioni non destano preoccupazione. Un altro militare della Marina ha diverse fratture e i medici stanno provando a evitare rischi di amputazione.

Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera, ha espresso vicinanza ai soldati feriti: “Da Fratelli d’Italia un pensiero commosso ai 5 militari italiani, e ai loro familiari. Ringraziamo il nostro contingente, e tutte le Forze Armate italiane. Che con la presenza e il coraggio sono impegnati quotidianamente in missioni di pace nei territori di guerra”.

Attentato in Iraq, il messaggio di un sopravvissuto di Nassiriya

“Sembra di rivivere quei momenti”, dice intanto all’Adnkronos Riccardo Saccotelli, l’ex maresciallo dei carabinieri sopravvissuto miracolosamente alla strage di Nassiriya nella quale morirono 12 militari dell’Arma, cinque dell’Esercito e due civili italiani. L’attentato in Iraq  avviene ad appena due giorni dal 16mo anniversario della tragedia di Nassiriya. Saccotelli, che all’epoca aveva 28 anni e oggi non è più in servizio, ha ancora negli occhi quei drammatici momenti in cui era di guardia e si ritrovò a una decina di metri dall’autobomba. “Ho ricevuto già i messaggi di tanti amici che alla notizia mi hanno scritto”, sottolinea Saccotelli spiegando che è inevitabile l’associazione con quanto accaduto 16 anni fa.

Saccotelli da tempo accusa di essersi sentito abbandonato dallo Stato e a due giorni dall’anniversario di Nassiriya sottolinea: “Il 12 io lo vivrò come una mia giornata particolare, nel bene e nel male”. Come ogni anno saranno organizzate sicuramente delle cerimonie, “ma il 12 novembre l’anniversario lo ricordano da soli, né io né altri sopravvissuti siamo mai stati invitati”. Ai feriti nell’attentato di oggi Saccotelli si rivolge così: “Pensate a voi stessi, alla vostra famiglia, a niente più che alla vostra vita. Ci sarà tempo per il patriottismo e le medaglie, che non arriveranno mai…”.

 

 

 

Commenti

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  • Lorenzo Zara 11 novembre 2019

    Ha ragione Saccotelli nel dire che non vale la pena di atti eroici e senso di amor patrio al quale va tutta la mia stima e vicinanza. Chi scrive è un vecchio Capitano di Marina che, insieme alla moglie, ha salvato tre bambine da annegamento a Jesolo Cortellazzo undici anni fa. Mia moglie è stata ricoverata al pronto soccorso con una grande tachicardia per sforzo. Encomi da parte di tutte le autorità del posto, volontà di farci avere una medaglia al valore civile. Incaricato un ex senatore democristiano il quale non ha mai consegnato tutta la documentazone al Prefetto di Venezia. Risultato tutto in prescrizione per la decorenza dei termini. In questo paese un atto eroico è caduto in prescrizione. Maledetti buoni a nulla non meritate di essere circondati da persone come Saccotelli e Zara Edwards mia moglie.

  • Giorgio Fiori 11 novembre 2019

    Saccotelli ha ragione, quei ragazzi che sono partiti sani e torneranno con qualche pezzo in meno ora sono degli eroi, ma fra qualche settimana chi si ricorderà di loro? Ora la loro storia serve ma poi finirà nel dimenticatoio.
    Quanti come me hanno avuto la divisa insanguinata e perso una gamba le le funzionalità di un braccio sono perfettamente ignorati dallo stato se si esclude l’indennità mensile che certo non ti consente di vivere con la dignità che meriterebbe chi ha avuto questa triste esperienza.
    Rinnovo a quei ragazzi il consiglio “pensate a Voi stessi” nessuno potrà aiutarvi se non l’esperienza che maturerete dopo questo evento. In bocca al lupo ragazzi

  • rino 11 novembre 2019

    Fin dal 1915-18 la patria è stata sempre matrigna bei confronti dei suoi servitori, non ci meravigliamo.

  • Alberto 11 novembre 2019

    Che cazzaccio ci fanno i nostri soldati all’estero???? Meno spese, richiamarli subito a casa.

  • Leonardo Zangani 11 novembre 2019

    Ora arriva il presidente MOZZARELLA con le medaglie di latta. Povera Italia.

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