Alitalia, il governo deve solamente dire all’Europa di farsi gli affari suoi: aiuti di Stato? Embè?

28 Nov 2019 6:00 - di Francesco Storace

In quale bettola si è decisa la morte di Alitalia? La confusione è a mille, con un governo incapace di agire. E che scatena con il suo comportamento l’odio sociale contro l’azienda, contro i suoi dipendenti. “Se la pagassero loro loro”, scrivono i più esagitati su Facebook come su Twitter, “la comprino i politici”, urlano altri. E magari tra i liquidazionisti del “basta buttare soldi nostri” c’è anche qualche mantenuto dagli otto-nove miliardi di reddito di cittadinanza senza alcuna voglia di faticare. Magari poter lavorare, scrivono invece quelli che il posto se lo sono visto negare e certo non augurano ad altri di essere sbattuti in mezzo alla strada.

Eppure Conte è incapace di soluzioni. Sta lì, senza muoversi, ad aspettare l’esecuzione della condanna a morte decretata dall’Europa per far pappare ai tedeschi quella che era la compagnia di bandiera. Nostra, non loro.

Alitalia non è il negozio di cui disfarci

Il controllo sul volo è o no un interesse strategico dell’Italia? Oppure, consideriamo il trasporto aereo qualcosa di ininfluente nella nostra geopolitica e trattiamo Alitalia come un negozio di cui disfarci perché è stato costoso negli anni?

E’ ora di decidere che farne. E fioccano le interrogazioni parlamentari – sia Silvestroni che Ruspandini ne hanno presentate nei due rami del Parlamento a nome di Fratelli d’Italia, e non solo loro – ma il governo farfuglia. Prestiti ponte, ricerche di mercato e tutto quello che la fantasia istituzionale può partorire, ma nulla di concreto. Con una serie di posizioni contraddittorie che scatenano pure l’ira delle associazioni dei consumatori, come l’Aduc anche ieri. La fila di parole messe insieme da Di Maio e soci è assolutamente sconcertante.

Come fa un paese a garantire stabilità ad un’azienda come Alitalia se un ministro per lo sviluppo dichiara che “serve un ottimo management, non altri soldi pubblici”, e il suo successore, Patuanelli, il contrario?  “Tornare all’Iri? Se serve, assolutamente sì”. Che ovviamente per l’Aduc non andrebbe bene, perché in fondo chi se ne frega della compagnia di bandiera. Di Maio voleva, poteva, doveva chiudere la vertenza entro la fine del 2018. Siamo ancora qui ad aspettare col nuovo ministro.

Il declino delle politiche industriali

Poi, la sparata dell’allora vicepremier grillino, questa volta opportunamente ricordata dai consumatori: occorre “punire i responsabili della attuale situazione Alitalia significa promuovere l’azione di responsabilità su quei manager che in questi anni hanno utilizzato Alitalia come un bancomat”. Nulla di tutto questo è però mai avvenuto.

Ecco, sono parole. E’ vero che ci sono state spese che hanno dilapidato risorse. Ma questo può rappresentare un motivo per sotterrare Alitalia, i suoi dipendenti, il suo indotto? E soprattutto l’interesse nazionale a competere nel trasporto aereo?

Da un governo degno di questo nome ci aspetteremmo ben altro che non la resa. Ma ormai siamo al declino delle stesse politiche industriali e non è casuale la coincidenza con la crisi siderurgica. Il sistema Paese si avvita su stesso, si martella con autogol clamorosi, perde di competitività. Siamo nelle fauci della nomenklatura europea e non riusciamo a far sentire la nostra voce. Ci rimproverano “aiuti di Stato”. Ci fosse uno a replicare “embè?”.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 12 Dicembre 2019

    E’ un doloroso dolore vederla morire. Eppure negli anni 60 e primi 70 era la migliore sul mercato. Poi sono subentrati i sindacati rossi e qui’ inizio’ la sua lenta morte.
    Tutti comandavano e nessuno lavorava, la compagnia divento’ il barile senza fondo dei raccomandati, oltre 17.000 lavativi hanno ricevuto stipendi da nababbi, ma mai nessuno si e’ degnato di dire…. ma cosa stiamo facendo, stiamo sputando nel piatto della nostra minestra? A riprova il comportamento subito dal sig. Zangani. Purtroppo i grandi amministratori e delegati mandati li dai politici non hanno mai saputo gestire una compagnia aerea, ma si sono ben cautelati i loro fantastici stipendi e liquidazioni da capogiro. Ora , anche se e’ una dolorosa scelta, l’AZ dovrebbe sparire per sempre e non soffrire questa lenta agonia.
    Cosi’ quei politici che continuano a cantare ” Bella ciao…..” dovranno comprarsi i biglietti in pieno e non gratuitamente o con sconti al 40 % come sono abituati.
    Oppure volare con il A340 di Renzi da 150.000.000 di euro. Altra buffonata dei rossi.

  • Leonardo Zangani 29 Novembre 2019

    Anni fa stavo rientrando da Roma a NYC quando la capo scalo Continental Signora Paola , che conoscevo bene, avendo un overbooking in Business Class mi chiese se per cortesia potevo rientrare con l’Alitalia. Tutti i passeggeri americani si rifiutavano di viaggiare Alitalia. Appena decollati mi appisolo risvegliandomi a metà atlantico dopo il servizio cibo. Vedo le due cameriere che chiacchierano nella area della galley e vado alla loro postazione. Non mi degnano di uno sguardo e quindi mi faccio coraggio…posso avere un bicchiere di acqua? Sguardo arrogante e risposta con un accento romanaccio..le abbiamo messo la bottiglia nella poltrona. Mia risposta, “l’ho vista ma avete dimenticato il ghiaccio”.
    Commento…con un biglietto a quei tempi del costo di $3.000 vi sareste aspettati una tale risposta….la alitalia va cancellata dalla faccia della terra e’ solo un imbarazzo

  • giuseppe dobrinja 28 Novembre 2019

    libri in tribunale

  • carlo 28 Novembre 2019

    Per favore, niente cose senza senso. Noi contribuenti NON accettiamo più di pagare le tasse per permettere ad Alitalia di bruciare i nostri soldi.
    Lo volete capire? Se produce utili funziona, altrimenti basta.
    Se pensate che siccome adesso al governo ci andrete voi e volete comprarvi il consenso come hanno fatto tutti gli altri, e no! Avete un’occasione d’oro: incapaci Vs coerenti. Ma ricordatevi che la coerenza è una virtù, come l’onestà decantata dai 5s. Ma queste 2 virtù, se non accompagnate dal fare le cose giuste, governare bene, nel vero bene di tutti, mi correggo, non tutti, ma almeno la maggioranza dei cittadini. Chi cerca di accontentare tutti non accontenta nessuno.

  • GHIDELLA GIAN CARLO VITTORIO 28 Novembre 2019

    COSA SI ASPETTA A MANDARLO A CASA