Vergogna RdC: neanche un posto di lavoro e 60% di frodi. Crosetto: «È molto peggio del previsto»

sabato 5 ottobre 13:02 - di Sveva Ferri
lavoro

«Quindi sul reddito di cittadinanza gli scettici come me si sono sbagliati: è molto, molto, molto peggio di quanto pensavamo. 60% di percettori fraudolenti, nessun posto di lavoro trovato, nessun miglioramento dei centri per l’impiego. Era solo uno slogan senza costrutto». All’indomani dei dati rivelati dal Sole 24 ore sull’assoluto fallimento del reddito di cittadinanza in termini occupazionali (e non solo), un tweet di Guido Crosetto dà voce a quanti, Fratelli d’Italia in testa, in questi mesi, hanno sempre rimarcato l’inadeguatezza della misura in termini strategici e strutturali.

«Nessun impatto sul mercato del lavoro»

In sintesi, Il Sole 24 ore ha incrociato i dati Istat sull’occupazione e le indicazioni contenute nella Nadef e ha evidenziato che «i 704mila beneficiari del reddito di cittadinanza, considerati occupabili» non hanno prodotto «nessun impatto sul mercato del lavoro». Una realtà di cui anche il governo è pienamente consapevole, nonostante ancora ieri il premier Giuseppe Conte si vantasse della misura. Il premier sostiene che «non è la povertà a bussare alle porte del governo, ma sono le istituzioni a intercettare e a contrastare sul campo la povertà».

Frodi nel 60-70% dei casi controllati

Nella Nadef il governo ha preso atto che «dai dati dell’indagine sulle forze di lavoro non emerge ancora pienamente l’incremento del tasso di partecipazione che sarebbe dovuto scaturire dall’adesione al reddito di cittadinanza». Tradotto: finora lo Stato ha solo elargito soldi, senza ricavarne in cambio alcun ritorno occupazionale. La circostanza deriva dal ritardo con cui sono stati avviati i centri per l’impiego, ma non sembra destinata a cambiare neanche ora. Secondo le stime, tra il 30 e il 40% dei percettori di Rdc non ha risposto alle chiamate dei centri. A questo va aggiunto un dato perfino più preoccupante: fra i casi controllati dalla Finanza in questi mesi è emerso il 60-70% di frodi.

«Il reddito di cittadinanza è mero assistenzialismo»

Ce n’è abbastanza per parlare di fallimento. E per allarmare chi con il lavoro si confronta quotidianamente sul campo. Sempre Il Sole 24 ore ha dedicato un approfondimento alle critiche degli assessori regionali, che chiedono di incontrare il ministro, Nunzia Catalfo. I primi a farsi portavoce di questo allarme sono stati gli assessori di FdI. «I dati confermano che il reddito di cittadinanza è partito troppo in fretta, senza una regia di come si sarebbe sviluppato successivamente. Sono stati spesi inutilmente miliardi di euro», hanno ricordato il ligure Gianni Berrino, la piemontese Elena Chiorino e la veneta Elena Donazzan. Il RdC si conferma «come una mera forma di assistenzialismo». Non garantisce opportunità di trovare lavoro. «Sarebbe stato più opportuno destinare quei denari al potenziamento dell’assegno del Reddito di Inclusione». E «convogliare gli altri miliardi su sviluppo economico e creazione di nuovi posti di lavoro».

Commenti

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  • maurizio pinna 5 ottobre 2019

    E’ nato morto, un grande imbroglio, un’utopia. I fondamentali dovrebbero essere: una struttura di gestione e controllo con personale di spessore e un sistema informatico ECCELLENTE + un sistema economico industriale che offra lavoro adeguato alle richieste, cioè un po’ di tutto= allo stato dell’arte di tutto ciò non vi è un bel NIENTE.

  • giovanni vuolo 5 ottobre 2019

    D’accordo, ma se i 5S non mantengono il reddito di cittadinanza chi li vota più???

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