Università vietata a chi non è di sinistra. Fausto Biloslavo a testa in giù. E Fioramonti tace

venerdì 18 ottobre 6:00 - di Francesco Storace

Sarà contento Fioramonti, anche se il suo mestiere di ministro dovrebbe consistere esattamente nel contrario. Ma che ancora una volta l’università – stavolta quella di Trento – debba essere teatro delle scorribande e delle intimidazioni dell’estrema sinistra, non è questione da far passare sotto silenzio. Fausto Biloslavo, inviato di guerra, esperto come pochi della questione libica, ha dovuto rinunciare ad intervenire alla conferenza a cui era stato invitato. Una conferenza proprio sulla Libia. Perché “Biloslavo non deve entrare all’università”. Ovviamente a testa in giù. Lo ha deciso un pugno di facinorosi e il rettore si è piegato.

Il ministro sta zitto, non si sa se l’ateneo ha denunciato i prevaricatori, e se non fosse per qualche reazione di categoria locale, persino l’ordine dei giornalisti e la federazione della stampa se ne sarebbero abbondantemente fregati.

Interrogazione di Fdi a Fioramonti. Che sta zitto

Ciriani, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, annuncia un’interrogazione a Fioramonti. E in proposito va aggiunto che proprio Biloslavo è uno dei cronisti che più ha scritto – con inchieste documentate – sul massacro delle Foibe. Certo non si è creato simpatie a sinistra. Perché c’è ancora negazionismo e proprio per questo lo stesso Ciriani ha presentato in Senato un disegno di legge per perseguire chi sostiene l’inesistenza dell’Olocausto italiano.

La sinistra pretende ancora l’egemonia sulla cultura. Ed è intollerabile per lorsignori che possa fare cultura chi scrive libri, fa inchieste, tiene conferenze e non è dalla loro parte. Una colpa da pagare con l’ostracismo, con l’esilio in Patria.

In Italia si consentono lezioni all’Università da parte dei brigatisti rossi – che chiamano ex – e vorrebbero impedire di fiatare a chi protesta. Ma negli anni scorsi si impedì persino la presenza di Papa Ratzinger alla Sapienza di Roma. Ora, Biloslavo non è certo il Papa, ma neanche lui ha diritto di parola in un ateneo.

Possibile che il ministro dell’Università debba essere stimolato ad esprimere la propria condanna  – se condanna quanto accaduto a Trento, non si sa mai – da un’interrogazione parlamentare? Perché tace? Deve coprire una prevaricazione? Il passato del ministro non è ancora passato? 

E’ giusto che ad essere solidali con Biloslavo siano solo Giorgia Meloni e i parlamentari di Fratelli d’Italia?

Si tocca con mano l’avvento di un regime

Questa odiosa vicenda del divieto d’accesso all’ateneo di Trento suscita in noi forte indignazione, perché accadeva anche negli anni scorsi ed è un clima di violenta prevaricazione che si perpetua ancora oggi. L’università non è libera, gli studenti non devono conoscere. Tutto questo è inaccettabile.

Ogni giorno che passa sembra che si debba toccare con mano l’avvento di un autentico regime. C’è chi stabilisce che cosa è giusto dire e che cosa non è consentito dire mai. Un giorno sono teppisti che dettano legge all’Università. Un altro giorno tocca all’informazione pilotata. Il giorno successivo è il turno di Zuckerberg su Facebook.

E’ tempo di reagire, perché nessuno si può arrogare il diritto di concedere di parlare a chi vuole lui. Se viviamo in una democrazia, è giunto il momento di smettere di negarla nei fatti con questi comportamenti prepotenti. Il rettore di Trento si è scusato con Biloslavo, invitandolo a tornare all’università. E quanti altri teppisti occorrerà fronteggiare per consentirgli di parlare?

Il governo non deve girarsi dall’altra parte. In questura conoscono nomi e cognomi. Mettano quella gentaglia in condizione di non nuocere più.

Commenti

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  • claudio dal canto 19 ottobre 2019

    Il tempo passa le cose si ripetono,ricordo Pisa anni 70 chi comandava nella sapienza? i Vari rettori erano consapevoli e complici,i loro figli erano protagonsti,la cosa si ripete è giusto se lo fa una certa parte politica e sbagliato se la fa una parte politica contraria.è giusto
    Solo che a fare le dimostrazioni erano sempre i figli di pappà che si dichiaravano proletari,i figli dei proletari facevano camerieri barristi e cose varie per mantenersi agli studi e non parteciapavano alle manifestazioni.
    Non conosco la realtà di Trento ma se si va a scavare si trova qualcosa di simile,il rettore ,ma forse era consapevole

  • Nino 18 ottobre 2019

    Questo comportamento antidemocratico è la prosecuzione di quei comportamenti altrettanto antidemocratici di certa sinistra all’epoca del “sessantotto”. La sinistra è sempre stata manichea e lo sarà fino a quando il sistema “inquinato” italiano lo permetterà.

  • Francesco Ciccarelli 18 ottobre 2019

    Il Rettore si scusa: perché non ha chiamato la P.S.?

  • Benvenuto 18 ottobre 2019

    Hanno troppo potere e troppa paura che esca tutta la verità, purtroppo la storia viene scritta dai vincitori e i vincitori sono sempre quelli buoni, poco importa se nella realtà molte volte i buoni si sono comportati peggio dei cattivi.

  • federico 18 ottobre 2019

    Qualcuno ricorda che nel ’68 la Facoltà di Sociologia di Trento era la culla degli estremisti di sinistra? Ci ricordiamo che attualmente lo Stato italiano effettua un trasferimento di quasi 9.000 € all’anno per ogni residente della Regione Trentino-Alto Adige? altro che reddito di cittadinanza! il più alto in Italia. Nella Provincia di Bolzano ci furono deportazioni forzate, dopo un secolo a Bolzano non c’è integrazione tra italiani e “tedeschi”, in provincia un fortissimo sentimento antiitaliano. Con tutto rispetto per coloro che diedero la vita per quella assurda guerra, perché non permettiamo alla Provincia di Bolzano di ricongiungersi con l’Austria? con vantaggi per tutti

  • eddie.adofol 18 ottobre 2019

    Chiudere tutti i centri sociali di sinistra.

  • Giuseppe Forconi 18 ottobre 2019

    Cosa vi dicevo, nei vari commenti? Si parla ma non ci si muove. Questo e’ il nostro governo, prendere o lasciare. Il fioramonti e’ li e non lo muove nessuno e neanche ci pensano. Tra cani non si mordono, almeno che non ci sia in giro una cagna in calore, ma questa i PD’s e i 5 bulli se la sono gia’ passata in amicizia, quindi tutto rimane come prima. Ve ne racconto una……. Anni fa un primo ministro dello stato deve vivo, accetto’ una bottiglia di vino rosso d’annata da un produttore……. il giorno dopo il ministro fu messo alla porta dal partito e questo sta ancora cercando di trovarsi un lavoretto dato che lo stependio gli e’ stato anche tolto. Ora capite perche’ i migranti vogliono sbarcare in Italia??

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