Umbria, affluenza record: alle 19 ha votato il 52,8%, +12 rispetto al 2015

domenica 27 ottobre 20:00 - di Mariano Folgori

Affluenza in forte aumento per le regionali in Umbria. Alle 12, secondo il ministero degll’Interno, con la metà dei seggi esaminati (48 su 92), aveva votato il 19,55% contro il 14,76% delle elezioni precedenti. Quindi oltre 5 punti in più.

In giornata il dato è cresciuto ancora in maniera superiore alle precedenti tornate: alle 19, secondo i dati del ministero dell’Interno, ha votato il 52,8% degli aventi diritto rispetto al 39,92% delle scorse elezioni. Un aumento di più di 12 punti percentuali rispetto al 2015.

Urne aperte dalle sette di stamattina fino alle 23. Poi lo spoglio durante la notte. Oltre 700 mila elettori al voto. Le prime elezioni regionali dopo la nascita del Conte bis. Un test nazionale per il centro-destra. Un primo banco di prova per il governo giallo-rosso. L’Umbria sceglie il nuovo presidente. Si vota in anticipo perché il governatore Catiuscia Marini, centrosinistra, si è dimessa per  lo scandalo sanità che ha colpito la regione.

La candidata di centrodestra alla  presidenza della Regione Donatella Tesei ha votato intorno alle 11 nella scuola media di Montefalco (Perugia). A quanto si apprende,  Tesei passerà questa giornata di elezioni e di attesa per i risultati  delle urne a casa con la famiglia, i due figli e il nipotino.  Nel primo pomeriggio la candidata sarà a Deruta per i funerali di  Alvaro Verbena, ex sindaco della cittadina umbra e tra i primi  cittadini di centrodestra della regione. In serata Tesei raggiungerà  Perugia dove farà base all’Hotel Rosetta per attendere l’apertura
delle urne e i risultati dello spoglio.

Gli ultimi sondaggi registravano un importante vantaggio di Donatella Tesei nei confronti di Vincenzo Bianconi e quindi la vittoria del centrodestra a trazione leghista sull’inedita alleanza Partito Democratico – MoVimento 5 Stelle. Questo non significherà probabilmente, come puro sarebbe auspicio dell’opposizione,  una spallata al governo di Giuseppe Conte. Ma  in caso di sconfitta sonora potrebbe costituire il de profundis per l’alleanza strutturale tra Pd e M5S che Nicola Zingaretti e Dario Franceschini hanno annunciato in questi giorni. E, sia i piddini sia i grillini filo-Pd, dovranno eventualmente rivedere non poco le loro strategie.

 

 

 

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