Tutti in Umbria per disperazione. Conte a braccetto con i big della maggioranza

venerdì 25 ottobre 13:43 - di Eugenio Battisti

In Umbria arriva il soccorso giallorosso nell’ultimo giorno di campagna elettorale. Con Conte schierato per la prima volta ufficialmente con il centrosinistra in campo. Matteo Renzi, invece, si tiene ben l0ntano dal palco di Narni. Lo avevano invitato all’evento organizzato da Luigi Di Maio per “spiegare” la miracolosa manovra ai cittadini umbri. Ma il leader di Italia Viva non si presta al gioco dei big della maggioranza: Di Maio, Zingaretti e Speranza a braccetto con Conte davanti ai cittadini umbri a 24 ore dal voto. Con la sua presenza, non proprio istituzionale, a Narni l’ex avvocato del popolo mette il marchio del governo sulla campagna elettorale del centrosinistra. E smentisce la neutralità sbandierata durante la seconda “investitura” a premier.

Umbria, Conte mette il sigillo sulla campagna elettorale

Patetica la giustificazione della vigilia. «Se fossi in campagna elettorale, incontrerei gente, stringerei mani – ha detto e ripetuto – mai avete visto le mie azioni collegate a scadenze elettorali». Insomma vorrebbe far credere di trovarsi a Narni per questioni istituzionali, invitatoper illustrare il decreto terremoto.

Il primo ad arrivare è Zingaretti che brucia tutti sul tempo. A stretto giro arrivano Speranza, Conte e Di Maio. E lo show può iniziare con la photo opportunity insieme Bianconi, lo sfidante del centrodestra a governatore dell’Umbria. Che Conte definisce un “coraggioso”. Suffragato dai big prova a dare la carica: «Diamoci dentro”». Ma i primi a sapere che lunedì sarà una pessima giornata sono proprio i tre leader della maggioranza. E soprattutto il premier. Sanno bene che il centrodestra ha il vento in poppa e la prospettiva di una batosta elettorale dopo 50 anni di amministrazione rossa è quasi realtà. La parola d’ordine è minimizzare l’esito del voto di domenica, circoscriverlo a un test territoriale.

Speranza: il governo sta facendo bene

«L’Umbria è una regione importante, ma è un voto territoriale che non impatta a livello nazionale dove il governo sta facendo bene e sta portando avanti il suo programma con risultati concreti anche per gli umbri», dice Speranza. Che più degli altri spinge perché l’esperimento umbro, Pd-5Stelle e Leu sotto la stessa bandiera, venga esportato a livello nazionale. Tutti contro Renzi, il cui fantasma aleggia in sala. «Io credo – dice il ministro della Salute  – che questa alleanza politica non sia una parentesi, ma che possa rappresentare un investimento strategico per il futuro, che sia un’alternativa credibile e concreta».

Zingaretti all’attacco degli avversari

Zingaretti gioca d’attacco:-«Bianconi è un candidato civico, lo sosteniamo con orgoglio per salvare l’Umbria da chi dice frasi orribili, come “ci riprenderemo l’Umbria”. No, l’Umbria è degli umbri». E ingaggia un duello a distanza con gli avversari. «Chi è bravissimo nei comizi a raccontare i problemi si è rivelato peggiore a risolverli». Poi si erge a salvatore della patria contro i mostri sovranisti-populisti a cercare l’applauso. «Quando ci dicono che ci sono differenze dico che è vero, ma siamo insieme perché amiamo l’Italia». Qui non si vota per il governo, insiste Conte. «Per me da lunedì non cambia nulla, io ci sono per voi e per l’Umbria». Poi si esibisce in una difesa appassionata (e noiosa) della manovra di cui si dice orgoglioso. « Qualcuno fa propaganda  dicendo che introduce nuove tasse sulle merendine, sul gasolio, per la benzina, mette una tassazione per l’uso del contante: falso. È una manovra che introduce tasse sulla plastica, sui tabacchi, per i colossi del web ma introduce più soldi alle famiglie, a partire da quelle più numerose. Diamo più soldi in busta paga ai lavoratori, potenziamo la ricerca».

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