Triste fine di Spelacchio, giace inerme a Villa Borghese. La Raggi fa l’ennesima figuraccia

martedì 22 ottobre 12:32 - di Adriana De Conto
Spelacchio

Che fine ha fatto Spelacchio? E’ una triste storia. L’albero di Natale che due anni fa divenne un fenomeno politico e mediatico, ha cambiato vita. In peggio, se mai possibile. Virginia Raggi fa l’ennesima figuraccia.  Spelacchio è ridotto malissimo,  doveva diventare una casetta-nursery permamme e bambini. Ma non ha mai preso vita. Prende polvere da oltre un anno nel verde di Villa Borghese. La raffigurazione plastica del fallimento e delle promesse non mantenute. Una vicenda singolare.

Spelacchio, una scatola vuota

Gennaio 2018. La giunta Raggi voleva fare di Spelacchio «un esempio concreto di riuso creativo, perché tutto può tornare a nuova vita».  L’albero di Natale era tornato nella Capitale dopo una breve ritorno nella sua terra natia, in Trentino. Lì, la Magnifica Comunità di Fiemme si era offerta per utilizzare il suo legno per creare con il suo legno una casetta per bambini, una baby home, un luogo per le mamme dotato di poltrona per sedersi e allattare e fasciatoi, da regalare a Roma. Il luogo doveva essere Villa Borghese. Ebbene? Niente. La casetta da un anno si trova  accanto alla ludoteca vicina a via Casina di Raffaello. Inutilizzata. Abbandonata.

Boh, nessuno ne sa niente. E’ il colmo. Nenche Rosario Fabiano, assessore all’Ambiente del II Municipio, come riporta il Corriere della Sera. «Nessuno sa chi deve gestirla, non sono state fornite indicazioni del suo arrivo, tanto che non eravamo stati informati nemmeno noi». La casetta non è mai stata allestita.  Un pasticcio, una figuraccia. La nuova vita si Spelacchio si è ridotta a una mesta agonia. Si vede come ci tenesse la Raggi… Superficialità, pochezza? menefreghismo?
Una vicenda grottesca. Poteva essere una seconda chance per il povero Spelacchio che aveva commosso per i suoi rami poveri e raggrinziti. Ora è anche peggio. E’ letteralmente abbandonata, con le transenne che ne delimitano l’accesso. E’ una scatola vuota. Al suo interno non c’è nulla, nessuno può entrare e nessun bambino può giocarci. Mancano gli allacci ai servizi e la casetta giace lì, inerme senza uno scopo, nel verde di uno dei parchi più belli di Roma. Che figura.

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