Taglio delle poltrone, c’è l’ok della Commissione. Ma nel Pd ora c’è chi trema

martedì 1 ottobre 17:13 - di Redazione
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Via libera della commissione Affari costituzionali della Camera al provvedimento che riduce il numero dei parlamentari. Votato anche il mandato al relatore Giuseppe Brescia, presidente di commissione in quota al M5S. Il testo andrà in aula il 7 ottobre. Tutto sembra dunque procedere verso il taglio delle poltrone. Dopo il quarto e ultimo voto, la Camera dei Deputati passerà dagli attuali 630 a 400 seggi, mentre il numero dei senatori scenderà da 315 a 200. Sulla carta tutti d’accordo ad eccezione di Forza Italia, che ha sempre sostenuto la necessità di inserire il taglio in più vasto ambito di riforme costituzionali.

Il taglio dei parlamentari in aula il 7 ottobre

Una posizione condivisa fino a ieri anche dal Pd, poi costretto dall’alleato Di Maio alla “prova d’amore”. Non è un caso che sia proprio il Pd a chiedere garanzie sul “dopo”. Nell’elenco dei “sospesi” figurano la riforma dei Regolamenti parlamentari, la modifica del numero dei delegati regionali per l’elezione del Capo dello Stato e la disciplina sul voto di fiducia. A farne l’elenco, il deputato Stefano Ceccanti: «Il sì che abbiamo espresso poco fa in Commissione al taglio dei parlamentari – ha puntualizzato il costituzionalista -, non va inteso a se stante, ma come sì contestuale a un disegno coerente di riforme». Purtroppo per lui, la politica conosce solo le prestazioni contestuali e non anche quelle differite.

Il pd Ceccanti: «Occorrono riforme complessive»

Ne è prova l’esultanza in solitaria del relatore Brescia: «Il voto di oggi in commissione sulla riduzione dei parlamentari –  rivendica – è una prova di credibilità superata per chi era presente. Ora manca solo l’ok dell’aula a una riforma epocale, sempre promessa e mai realizzata da tutti i partiti, possibile solo grazie al M5S in maggioranza e in Parlamento». L’unica cosa che il grillino condivide con il Pd è la lettera con cui chiede al presidente Fico di avviare i lavori per la riforma del regolamento della Camera.

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