Sussulto grillino. La Spadoni gela Zingaretti: “Non siamo la stampella del Pd”

mercoledì 30 ottobre 16:09 - di Elsa Corsini
orgoglio grillino

Un sussulto grillino contro i diktat di Nicola Zingaretti. Che, dopo la batosta elettorale in Umbria, ha dato l’altolà al governo. Non si può galleggiare, fa capire il segretario dem, o si smette di litigare o salta il giocattolo. Un ricatto, secondo Maria Edera Spadoni, che gela con un tweet  il capo del Pd, alle prese con le ricadute della scissione renziana.

Sussulto grillino. La Spadoni gela Zingaretti

«Zingaretti dichiara che o si va insieme alle regionali o rischia il governo. Cos’è un ricatto? Se avessi voluto fare da stampella al Pd dieci anni fa mi sarei iscritta in altri partiti di certo non nel M5S!», scrive la deputata grillina, vicepresidente della Camera.

Quello del governatore del Lazio è un chiaro messaggio a Luigi Di Maio, che invece vuole tenersi le mani libere da nuovi abbracci con il Pd alle prossime scadenze elettorali regionali.

Dopo l’esperimento fallito e bocciato dagli elettori in Umbria, sono sempre più tesi i rapporti tra il Nazareno e il partito di Grillo. Si rinfacciano reciprocamente la débacle elettorale. Zingaretti è obbligato a voltare pagina e si arrampica su promesse e impegni solenni di cambiamenti interni al partito. Nome nuovo e congresso straordinario per rilanciare un  fantomatico progetto “inclusivo” per la rinascita della sinistra. E il movimento 5Stelle in caduta libera, ostaggio degli alleati, è costretto a fare i conti con elettori e base militante che non gli perdono la perdita della vocazione anti-sistema delle origini. Niente asse con il Partito democratico nel nome della “terza via”. E dell’orgoglio grillino.

Regionali, Pd e 5Stelle ai ferri corti

«O si riscopre uno spirito comune o i motivi stessi di questo governo vengono meno», ripete da giorni Zingaretti. Ma Di Maio non si muove di un centimetro. Nel Lazio è prematuro ma in Emilia e in Calabria i pentastellati sembrano decisi ad andare da soli. «A Zingaretti rispondo col sorriso – dice il ministro degli Esteri – siamo passati dal “mai col M5S” all’alleanza strutturale col M5S. Io dico soltanto che in questi giorni ho fatto incontri con i rappresentanti del territorio, di Regioni come la Calabria, l’Emilia Romagna, ho sentito tanti attivisti e non c’è la volontà di fare alleanze strutturali col Pd»

Commenti

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  • Oscar 31 ottobre 2019

    Basta votare e truccare Rousseau, come al solito, ed oplà, la maggioranza dei grillini amerà il pd

    Semplice

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