Siria, cala il gelo di Mosca sull’accordo tra Usa e Turchia. Più di 300mila gli sfollati

venerdì 18 ottobre 11:24 - di Luciana Delli Colli
Turchia minaccia la Siria

Cautela da parte di Mosca sull’accordo per il cessate il fuoco nel nord della Siria raggiunto ieri tra Turchia e Stati Uniti. Il Cremlino ha fatto sapere di attendere da Ankara i dettagli sulle «120 ore di tregua» concesse da Erdogan «per il ritiro dei curdi». «Ci aspettiamo di ricevere informazioni dalla Turchia», ha detto il portavoce Dmitry Peskov, citato da Sputnik. Per martedì prossimo è in programma un bilaterale a Sochi tra Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan.

Un difficile accordo tra Turchia e Usa

«Grandi notizie dalla Turchia. Grazie Erdogan. Milioni di vite saranno risparmiate. Questo accordo non avrebbe mai potuto essere fatto tre giorni fa. E’ servito un po’ di amore “difficile” per ottenerlo. Una grande cosa per tutti. Sono fiero di tutti!», ha twittato ieri Donald Trump, non appena il suo vice, Mike Pence, da Ankara ha annunciato il raggiungimento dell’accordo bilaterale. Il patto contempla anche la sospensione delle sanzioni alla Turchia dopo la fine del cessate il fuoco. I termini dell’accordo, però, allo stato attuale restano ancora poco chiari.

Conte: «Cerchiamo di capire i termini»

Non c’è solo la cautela di Mosca a dimostrarlo. Anche lo stesso Giuseppe Conte, oggi, pur parlando di «un risultato positivo di per sé», ha chiarito che «cerchiamo di capire meglio i termini e le condizioni di questo cessate il fuoco». «Adesso valuteremo meglio anche la richiesta di una safe zone. Però sicuramente il fatto di interrompere le operazioni militari e di sospenderle è un fatto positivo», ha ribadito Conte. A suggerire cautela sono, poi, anche le notizie che arrivano dal fronte. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione con sede in Gran Bretagna legata agli attivisti delle opposizioni, infatti, le forze turche e le “fazioni” a loro affiliate avrebbero lanciato razzi contro la città siriana di Ras al-Ayn, situata lungo il confine, nonostante l’accordo.

La conta delle vittime e degli sfollati

Secondo gli stessi attivisti, comunque la calma prevale nelle altre località teatro nei giorni scorsi di scontri. Prima dell’annuncio della tregua, precisa l’Osservatorio, i caccia turchi hanno bombardato alcuni villaggi alla periferia di Ayn Issa provocando diversi feriti. Inoltre, 20 persone sono rimaste ferite durante i festeggiamenti per la notizia dello stop alle ostilità che si sono tenuti ad al-Hasakeh e Qamishli. E intanto si fa la conta delle vittime. A ieri sera, sempre secondo l’Osservatorio, i civili morti erano 72. Gli sfollati, invece, sono stati stimati in più di 300mila. Tra i combattenti dell’alleanza curdo-araba, poi, si contano 224 morti, mentre sono 183 i ribelli sostenuti dalla Turchia rimasti uccisi.

Trump: «Turchi e curdi sono come due bambini»

«Non è stato convenzionale quello che ho fatto. A volte devi lasciarli combattere un po’. A volte devi lasciarli combattere come due bambini e poi li separi», ha detto Trump a proposito di turchi e curdi, parlando di fronte a una folla di sostenitori in Texas. «Hanno combattuto per pochi giorni ed è stato parecchio violento», ha proseguito, sottolineando che «neanche una goccia di sangue americano» è stata versata.

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