Saranno i Cinquestelle a portarci al voto anticipato (per ragioni di bottega parlamentare)

mercoledì 30 ottobre 6:00 - di Francesco Storace

A inizio legislatura tra i Cinquestelle era difficile trovare qualcuno di loro disposto a parlare. Ora vuotano il sacco, ovviamente con la pretesa di restare anonimi. E ti raccontano che cosa sta succedendo in casa loro. In quella specie di Grande Fratello che chiamano MoVimento, si intrecciano le strategie più strane. E forse ha ragione quell’oscuro parlamentare di provincia che pronostica il voto anticipato per volontà di Luigi Di Maio.

(Cioè?). Proprio così, e il prossimo traditore si chiamerà Giuseppe Conte, che nel frattempo si sarà accasato col pd. Nella maggioranza del premier trasformista, ormai nessuno si fida più dell’altro. La foto di Narni l’hanno già stracciata, ne hanno fatto coriandoli.

I Cinquestelle dopo la disfatta umbra

Tra deputati e senatori dei Cinquestelle fanno i conti dopo la disfatta umbra. Oggi, tra Camera e Senato, sono diverse centinaia. Col taglio dei parlamentari e il calo drammatico delle percentuali elettorali, rientreranno in qualche decina. E Di Maio – che teme la guerra aperta dei suoi – sta preparando le contromisure.

Fa sapere Giggino: tu sarai ricandidato, ma ti devi schierare con me. (Perché, si vota?). Certo, e se mandiamo all’aria il taglio dei parlamentari rientriamo in tanti. Non tutti, ma tanti. E sarò io scegliere chi, nome per nome, lista per lista.

Insomma, saranno proprio i Cinquestelle a portarci al voto per ragioni di bottega parlamentare.

(Continua la nostra gola profonda). Se restiamo al governo con quelli, finiremo col massacrarci, sparire definitivamente. (E che cos’è la “terza via?). La via di fuga. Se il governo non regge, denunceremo le manovre altrui e andremo di nuovo da soli alle elezioni. Certo, non più con i voti del 2018, ma senza l’incubo dell’Umbria 2019. Anche perché non ci faranno fare la legge elettorale proporzionale.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 3 novembre 2019

    Ma come, ma quando….. tutti desideriamo andare al voto. Purtroppo chi deve deciderlo, sciogliendo le camere, e’ al soldo delle sinistre e non muovera’ un dito. Inspiegabile, ma costui non e’ italiano? Non vede in che disastro stiamo navigando ? Possibile che non corra del buon senso ? Se si continua cosi’, c’e’ anche pericolo di una rivolta popolare, vogliamo lottare fratello contro fratello ? Inaudito.

  • Giuseppe Forconi 3 novembre 2019

    Di Maio sta forse consultando la palla di cristallo ( vedi foto), speriamo sappia interpretarla e se impallidisce la cosa e’ fatta…… si votera’

  • giovanni romini 31 ottobre 2019

    Basta,non è possibile continuare in questa maniera.Si vada a votare e chi avrà più consensi dovrà governare.Speriamo si avveri. giovanni romini

  • Carlo Cervini 30 ottobre 2019

    E’ nella logica, se vogliono fermare l’emoragia di voti e seggi devono andare a votare al più presto, la Lega gli ha messi alla prova dimostrando a tutti che sono i signori del “no”; adesso il PD vuole raccogliere le spoglie, ma rimsne con un pugno di mosche in mano. Zingaretti ha il terrore di confrontarsi con Renzi, sa già di non avere speranza.

  • eddie.adofol 30 ottobre 2019

    SUBITO AL VOTO GLI ITALIANI VOGLIONO VOTARE COME UNA VERA DEMOCRAZIA. NEGATA DAL PdR e COMPAGNI DI MERENDA.

  • giovanni vuolo 30 ottobre 2019

    Chi di inciucio ferisce, di inciucio perisce. Certo, la politica è la casa del trasformismo, ma a tutto c’è un limite; ed i 5S questo limite l’hanno superato da tempo. Certamente una condotta tanto spregiudicata, alla fine ti condanna alla dissolvenza. Il voto in Umbria non incide in maniera significativa in termini percentuali, ma acquista pregio perché cade in un trend continuo ed inarrestabile. Gli Italiani sono stufi di queste marionette, tenute disperatamente insieme solo da loschi interessi e dall’istinto della sopravvivenza. Ma l’ennesimo responso degli elettori è inequivocabile ; certo, non ha un gran peso percentuale, ma è come un mattoncino del domino : se viene tolto, crollano tutti gli altri , implodendo in una reazione a catena. ARRENDETEVi, siete accerchiati , dal popolo italiano.

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