Salvini dà la carica alla piazza: italiani su la testa, vinciamo in 9 regioni e li mandiamo a casa

sabato 19 ottobre 18:14 - di Redazione
Matteo Salvini

Matteo Salvini è salito sul palco di San Giovanni sulle note della romanza pucciniana “Nessun dorma”, acclamato e salutato al grido di “Matteo, Matteo”. Il colpo d’occhio, dall’alto, dice tutto: “Voi siete i protagonisti di questa giornata storica, vi abbraccio uno a uno”.

Poi viene mandato un video di Oriana Fallaci, con le parole dell’autrice de “La rabbia e l’orgoglio”: l’Italia non si svende agli islamici. A quel punto la folla è pronta ad accogliere le parole del Capitano. Che subito attacca: “A Carola preferisco Oriana Fallaci, si dovrebbe studiare nelle scuole questa pensatrice libera”. Applausi e ancora applausi quando ringrazia chi si è fatto dieci ore di pullman pagando di tasca propria. “Non come i sindacati che pagano il pullman ai loro seguaci”.

Salvini blandisce il popolo di San Giovanni: “Qui non ci sono estremisti, qui c’è il popolo contro le élite”. E ancora:”Qua ci sono mamme, papà, bimbi, nonni”. Basta con la narrazione che dipinge i sovranisti come fascisti o nazisti. “Qui ci sono italiani orgogliosi di essere italiani, questa è una piazza che non permetterebbe lo sterminio del popolo curdo”. Cita poi il romanzo “La masseria delle allodole” sullo sterminio degli Armeni e attacca la Turchia. “Prima hanno sterminato i cristiani, poi gli armeni, poi i curdi. Non è una guerra in nome del popolo italiano. Preferisco ragionare con la Russia o con Israele, mai con la Turchia, mai con un regime islamico”.

Salvini e l’affondo contro Renzi e Boschi

Il tema della sicurezza è toccato più volte. Spacciatori e stupratori in galera a vita, disabili da difendere, e anziani da tutelare dinanzi alle follie di Beppe Grillo che vuole togliere loro il voto. E promette che di Bibbiano parlerà finché avrà voce. Non mancano le frecciate contro i nemici più detestati. A cominciare da Renzi. “Ho avuto un confronto con il signor Renzi. Lui che ha risolto tutti i problemi d’Italia ha il 3 per cento. Io, se avessi voluto attaccare, avrei cominciato salutando la mia mamma e il mio papà che sono a casa incensurati”. Ovazione.  Ma Salvini ne ha anche per la Boschi: “Era fino all’altro ieri nel Pd e ora dice che il Pd è il partito delle tasse. Incredibile. Questi entrano e escono dal Pd come se fosse una casa di cura, ma non mollano la poltrona”.

Salvini ne ha anche per Virginia Raggi. “Hanno chiesto 9000 euro per la raccolta dei rifiuti in questa piazza ma sono convinto che lascerete questa piazza più pulita di come l’avete trovata. Magari la Raggi fosse ugualmente attenta a togliere i rifiuti che si accumulano per le strade di Roma”.

Quindi si sofferma sul cavallo di battaglia da sempre: l’immigrazione.”Per un anno in Italia i porti sono stati chiusi e arrivava solo chi aveva il permesso di arrivare. Magari domani qualcuno dirà messa come è capitato affermando che chi vota lega non può dirsi cristiano. Ma chi davvero applica gli insegnamenti del Vangelo e della Bibbia è colui che evita le partenze di chi si mette in mano agli scafisti. Più partenze vuol dire più morti. Al governo abbiamo gente con le mani sporche di sangue”.

Una piazza che guarda al futuro

Ha insistito sul fatto che la piazza di San Giovanni è una piazza che guarda al futuro, a un governo sovrano che decide senza aspettare la telefonata della Merkel o di Macron. “Noi siamo amici di tutti, ma mai servi, mai schiavi, questa è la differenza”.

Avviandosi a concludere, ha citato Einaudi contro le leggi fiscali vessatorie per affermare che l’unico modo per combattere l’evasione non è lo stato di polizia ma abbassare le tasse. Ha respinto le accuse di razzismo: “Quando dico prima gli italiani chiarisco che per me sono italiani uomini e donne arrivati con documento in regola, che pagano le tasse e portano rispetto e mandano i figli a scuola, non mi interessa il colore della pelle”.

Futuro vuol dire, per Salvini, anche tutela della vita in ogni sua forma, vuol dire combattere la droga strada per strada e scuola per scuola. “Quando qualche pseduopensatore parla di legalizzare la cocaina dovrebbe pensarci bene prima di sparare cazzate”. E anche Saviano si prende la sua dose di fischi.

E poi una promessa e un invito, sulla scia di una citazione di don Gnocchi: “La vittoria è sempre nel pugno di pochi, provare a preparare questa pattuglia di eroi è il segreto di ogni vittoria”. “Ma noi – aggiunge – “noi non siamo pochi, siamo una marea umana dotata di testa, cuore e fede. Io vi chiedo di portare da domani in avanti la certezza che noi riprenderemo per mano questo splendido per Paese. Italiani su la testa, vinciamo in 9 regioni e li mandiamo a casa”.

 

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  • Domenico de santis 19 ottobre 2019

    occhio ai brogli elettorali

  • Emergenza Coronavirus

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