Salute: più alto per i calciatori il rischio di malattie neurodegenerative e demenza

martedì 22 ottobre 15:53 - di Redazione
calciatori

Se la frequenza di malattie non neurologiche è più bassa rispetto al resto della popolazione, per i calciatori professionisti è invece maggiore la mortalità per malattie neurodegenerative e il rischio di demenza. A rilevarlo, uno studio condotto su oltre settemila ex-calciatori professionisti scozzesi pubblicato sul New England Journal of medicine. Come nel caso di Stefano Borgonovo il calciatore italiano morto a causa della Sla, una malattia neurodegenerativa.

È il risultato di una ricerca scozzese su 7000 ex calciatori

Il rischio deriverebbe non dai colpi forti presi alla testa, ma dal conto totale degli impatti accumulati nella carriera. Nello studio, i ricercatori coordinati da Daniel F. Mackay, dell’università di Boston, hanno confrontato gli ex calciatori con la popolazione generale sulle cause di mortalità e l’uso di farmaci anti-demenza. Il dato di una minore mortalità da cause non neurologiche conferma quindi i benefici dello sport nella prevenzione delle altre malattie come quelle cardiovascolari e metaboliche. Il discorso però cambia se investe il tema della mortalità da malattie neurodegenerative. In questo caso il rischio deriverebbe per i calciatori professionisti dall’esposizione a ripetuti colpi in testa. Lo stesso accade per i giocatori di football americano. Anche in quest’ultimo caso si tratta di una ricerca. A riscontrarla, Foto presa dal nostro archivioun altro studio dai Centers for diseases control,.

Ad esporli maggiormente, i colpi di testa accumulati in carriera

Un giocatore colpisce la palla con la testa in media 6-12 volte a partita (ma in allenamento molto di più), il che significa migliaia di volte nell’arco della carriera. Ad influire sulla salute dei calciatori non sarebbero però i colpi forti ma il “conto” totale dei ripetuti impatti ricevuti alla testa, compresi quelli che non danno sintomi. I ricercatori hanno tenuto comunque a chiarire che non è possibile generalizzare questi risultati osservati nei calciatori professionisti con chi pratica questo sport a livello amatoriale o universitario, e rimarcano l’importanza e i benefici di sport ed esercizio fisico per la salute.

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