Regione Puglia nel caos: indagati Emiliano e un suo assessore

mercoledì 16 ottobre 19:01 - di Guido Liberati

Anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è indagato nell’inchiesta della Procura di Foggia relativa alla nomina del commissario di una Asp. Ieri i pm avevano  inviato un avviso a comparire all’assessore regionale al Welfare Salvatore Ruggeri.

«L’accusa consiste nell’avere ricevuto indicazioni politiche da un consigliere regionale per nominare commissario di una Asp una determinata persona». Lo scrive su Facebook lo stesso governatore della Puglia, dando la notizia di essere sotto inchiesta. L’ex magistrato, nonostante il suo passato, è tutt’altro che sereno. Una nomina che, sostiene Emiliano, non «è mai stata fatta».

«Credo di essere il primo pubblico amministratore chiamato a rispondere per una nomina mai effettuata», aggiunge Emiliano. Anzi, «per avere respinto la legittima indicazione politica ricevuta da un membro della assemblea legislativa regionale membro della maggioranza di governo che aveva pieno titolo di propormi un nome per quell’incarico». Emiliano sostiene dunque di essere chiamato a rispondere di un reato contro la pubblica amministrazione senza averlo mai adottato.

Emiliano sorpreso dai suoi colleghi magistrati

«I fatti di cui sono accusato sono la assoluta normalità con riferimento alle nomine discrezionali dove i consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione normalmente offrono al presidente della giunta indicazioni e suggerimenti data anche la loro conoscenza del territorio – spiega il governatore della Puglia – Non escludo che alcune di queste indicazioni siano alle volte pittoresche, veementi, fondate su pressioni e interessi politici, finanche elettorali in alcuni casi, ma a mio parere tali indicazioni sono sempre legittime perché finalizzate all’esercizio di un potere assolutamente discrezionale». «Comprendo tuttavia che la questione possa essere oggetto di diversa opinione. Ma sinceramente fatico a comprendere come avrei commesso il reato visto che ho rigettato l’indicazione. Resta comunque ferma per principio la mia fiducia nella giustizia alla quale chiedo celerità negli accertamenti».

L’inchiesta ha mandato in fibrillazione la giunta di centrosinistra pugliese. Ma secondo la Gazzetta del Mezzogiorno, non c’è motivo per parlare di crisi. A differenza di quanto avvenuto per i due casi precedenti di avvisi di garanzia in giunta (le accuse a Gianni Giannini, poi archiviate, e quelle a Filippo Caracciolo) – stavolta Emiliano non ha preteso le dimissioni dell’assessore Ruggeri. L’ex senatore Udc è un uomo di fiducia del governatore e più volte, in passato, aveva offerto le dimissioni.

 

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