Quei diritti televisivi che valgono quindici volte il taglio dei parlamentari

lunedì 7 ottobre 6:00 - di Francesco Storace
diritti tv

O è una balla o una bomba atomica, ma sui diritti televisivi del calcio ci si sta scannando. Finora se ne era occupato Giancarlo Giorgetti, ora la politica sembra assente. Parlano come di una rivoluzione se si “risparmiano” meno di cento milioni l’anno col taglio dei parlamentari mentre la torta di cui parliamo vale almeno quindici volte tanto, quasi un miliardo e mezzo di euro.

In questi giorni una lettera anonima, molto ben scritta, sta facendo ballare i palazzi dello sport italiano. E’ partito l’attacco al numero uno del Coni, Gianni Malago’ e al numero uno della Lega calcio, Gaetano Miccichè. Complotto contro loro due o loro manovra per mettere ai margini chi dissente?

Quel voto di un anno e mezzo fa

Al centro della denuncia l’elezione di Miccichè al vertice della Lega. Avvenuta per sostanziale acclamazione anche se con schede votate dai 20 presidenti di società di calcio “e mai scrutinate”. In pratica, secondo la denuncia, bastarono dichiarazioni di voto a voce per sancire l’unanimita’, una procedura oggettivamente non ortodossa. Quel che è dubbia è la scelta dei tempi: Miccichè fu eletto, nominato, votato, imposto fate voi, un anno e mezzo fa, a marzo 2018.

Perché solo ora viene alla luce il Corvo del calcio? Perché si tenta di far fuori sia Miccichè che Malago’ puntando sulla violazione delle procedure che farebbero scattare secondo alcuni la loro decadenza dagli incarichi ricoperti?

La partita è proprio quella dei diritti, che fa gola a tutti e che in pratica paghiamo noi: col canone se si parla di Rai; con il nostro zapping per le tv se si parla di pubblicità. E in nostro nome si sviluppa uno scontro tra potenze del calcio. Se scatta l’inchiesta della procura federale sono dolori. Queste le cifre in gioco ogni stagione calcistica.

  • Diritti tv nazionali Coppa Italia/Supercoppa: 35 milioni;
  • Diritti tv esteri Coppa Italia/Supercoppa: da assegnare (35 milioni);
  • Diritti tv nazionali Serie A: 973 milioni
  • Diritti tv esteri Serie A: 371 milioni
  • TOTALE: 1,414 miliardi.

Una montagna di quattrini sui diritti tv

Il tutto esplode proprio ora perché è ora che si deve decidere che fine faranno quella montagna di quattrini e gli appetiti sono sempre stati ovviamente notevoli anche in passato. Scaduti da un pezzo i termini per il ricorso rispetto ai lavori dell’assemblea della Lega, è partita la guerra giudiziaria. Lo stesso verbale della riunione successiva all’elezione di Miccichè fu approvato all’unanimità dai presidenti: è evidente che deve essere stato ritenuto inutile ogni tentativo di cambiamento.

Malago’, personalità abituata a gestire con affabilità tutte le vicende più complesse, reagisce con nonchalance e pare esplicito quando conferma ai suoi amici che “queste manovre puntano sui diritti”. Resta da capire chi ostacola chi.

A noi interessa questa storia non solo per le sue enormi dimensioni economiche, ma per un motivo che è legato alla sua forte caratterizzazione sociale. Il calcio è seguito da tantissima gente. Se si deve indagare lo si faccia in fretta, basta macchie sullo sport più seguito. Mettiamoci in testa che in ogni  week end oltre otto milioni di italiani seguono le partite negli stadi e in tv. E queste storie rischiano di fare solo molto male. In fondo, basta già certa politica ad amareggiare il nostro popolo.

“Risparmiamo” milioni col Parlamento e volano miliardi tra tv e stadi.

Commenti

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  • Carlo Cervini 7 ottobre 2019

    C’è chi sperpera i miliardi versati dai contribuenti (le 39.000 stazioni d’appalto della P. A.), c’è chi guadagna miliardi e paga le tasse in Lussemburgo o Irlanda e questi pezzenti del Governo, non recuperando un euro, vogliono limitare il contante dopo aver spennato il cittadino fino al 58/62%. Mandateli ai lavori forzati.

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