Prima rissa Pd-Italia Viva sulle tasse: Faraone contro Boccia, volano insulti

mercoledì 2 ottobre 13:24 - di Redazione

Prima rissa pubblica tra gli ex amici e “compagni” di sinistra. Da una parte i renziani di “Italia Viva”, dall’altro i piddini al governo che provano ad arginare l’emorragia verso gli scissionisti. Oggi, in poche ore, si è consumata una sfida a distanza, sulle tasse, tra Davide Faraone e Vincenzo Boccia.

Faraone contro Boccia, Italia Viva contro Pd

«È disdicevole che il ministro Boccia, in un’intervista, insulti una forza politica che sostiene il governo. Che dica poi di voler aumentare l’IVA, voglia o meno Italia Viva, è scandaloso. Boccia, ti scrivo in maiuscolo così leggi meglio: NON VOTEREMO AUMENTI DELLE TASSE», twitta con tanto di parole in maiuscolo il capogruppo al Senato del partito di Renzi. L’attacco al ministro per gli Affari Regionali è violento, anche se lui la presenta come una reazione giustificata. Ma cosa aveva detto Boccia di così grave da scatenare la reazione di Faraone?

Boccia e le “minacce” sull’Iva da rimodulare

«Oggi siamo nella condizione in cui assorbenti e pannolini sono tassati con Iva ordinaria al 22%. Alcuni beni anche di lusso vivono di evidenti agevolazioni. Rimodulare le aliquote iva rivedendo i panieri entro la legislatura è dovere di un governo. Un esecutivo nato con le intenzioni di ridurre le ingiustizie presenti nella società», aveva detto Francesco Boccia, alla Camera dei Deputati a margine dell’audizione in commissione per le questioni regionali.

«Mai insultato nessuno»

Alla prima rissa forse ne seguiranno altre. «Non ho mai insultato nessuno in vita mia e non inizio certo oggi. Non potrei farlo con i miei ex compagni di partito oggi in Italia Viva che non devono rispondere a me. Ho solo posto un tema di merito sulla necessità di ridurre l’iva per pannolini e assorbenti. Una battaglia nota sempre fatta insieme in Parlamento: una battaglia da spiegare alle donne e agli uomini che erano nelle cucine delle feste dell’unità negli anni di impegno politico comune. Dire con chiarezza che ci sono ingiustizie che vanno corrette è nostro dovere», sottolinea Boccia.

Il nodo dell’Iva

Secondo Boccia, l’obiettivo è quello di «rimodulare l’Iva non altro e non certamente le ricostruzioni macchiettistiche». «Nessuno vuole aumentarla ma eliminare le ingiustizie è un dovere. Quando andrà fatto lo deciderà il presidente del consiglio con il ministro dell’economia. Ma dire che va tutto bene significa dire che non va cambiato nulla e non mi pare a partire da pannolini e assorbenti che sia giusto così», conclude Boccia.

 

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