Polizia, divise in rivolta: contratto, tutele, dignità. Ecco tra tagli e rinvii come ci tratta il governo Conte

sabato 26 ottobre 18:40 - di Prisca Righetti
polizia

Polizia, divise in rivolta. E ne hanno ben donde. Così, dopo essere scesi in piazza Montecitorio col tricolore per chiedere rispetto. Dopo aver incassato accuse e demonizzazioni da parte dell’opinione pubblica. Indifferenza e trascuratezza da parte del governo. Insulti e aggressioni quotidiane inferte da detenuti e malviventi, le forze dell’ordine passano all’attacco. E denunciano malessere professionale e malcontento umano, in nome dei quali chiedono al governo di essere tenuti almeno nella «giusta considerazione».

Polizia, divise in rivolta: l’attacco al governo Conte

E allora, dopo la grande rivendicazione di piazza dei giorni scorsi, ora si passa all’attacco mirato. Al governo: reo di aver tagliato risorse e finanziamenti su molte voci. E nel migliore dei casi, di aver ridotto la spesa tagliuzzando qua e là. Così, al dramma dell’omicidio di due colleghi freddati nell’esercizio delle loro funzioni – solo un ultimo, terribile caso – si aggiunge adesso anche la beffa di una legge di bilancio in cui si è pensato a tutto: dalla sugar tax alle pene per gli evasori. Davvero a tutto. Tranne che a trovare risorse basilari per le forze dell’ordine. Tanto che il Coisp (Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia), federato col Mosap, sul sito di competenza ha denunciato carenze contrattuali, ammanchi, tagli: Voce per voce. Lamentando insoddisfazione professionale e umana.

La denuncia su carenze ataviche e nuovi tagli

A cominciare dal fatto che, riporta il sito delle forze dell’ordine, «possiamo prevedere sostanzialmente gli stessi aumenti dell’ultimo contratto collettivo, che noi abbiamo definito vergognoso. Ovvero circa 40 euro mensili. Non sarà quindi possibile incrementare neanche di 1 centesimo le indennità accessorie (ad esempio indennità di servizio esterno e di ordine pubblico bloccate da 17 anni). E neppure dell’importo già estremamente esiguo percepito per ogni ora di lavoro straordinario effettuata». Un dato che si somma a un altro decremento significativo, come quello sul «lavoro straordinario eccedente il monte ore mensile. Per il quale è stato garantito il pagamento del solo straordinario in esubero effettuato da maggio a dicembre 2018. Mentre non ci sono stanziamenti per il pagamento di quello effettuato dal 1 gennaio 2019 fino ad oggi. Credito che sia sta continuando ad accumulare».

Nella legge di bilancio evasi punti «irrinunciabili»

Per proseguire poi con la considerazione sul fatto che nessuna «garanzia è stata data rispetto ai punti che la Federazione Coisp aveva esplicitato come irrinunciabili». Una considerazione naturalmente negativa. Tanto che sul sito leggiamo che: «Sulle risorse economiche per l’equipaggiamento: non sono stati previsti stanziamenti». Che sull’«area negoziale autonoma per i Dirigenti della Polizia di Stato: non sono stati previsti stanziamenti aggiuntivi». Per non parlare del fatto che, su altri punti definiti dal Coisp «irrinunciabili» tutto tace. Ancora. Come sul tema dell’«introduzione di leggi che non consentano di restare impuniti a chi aggredisce, offende o minaccia gli appartenenti alle Forze di Polizia». O sull’«adozione di idonei correttivi legislativi che rendano certa l’espiazione della pena impedendo ai criminali già condannati in via definitiva di continuare a delinquere».

Una nuova manifestazione in P.Montecitorio e davanti alle prefetture

Il Coisp, continua la sua denuncia, «non può accettare una serie atteggiamenti di poca attenzione… Che ha portato le donne e gli uomini della Polizia di Stato a subire e patire sia dal punto di vista del riconoscimento della dignità del lavoro dei professionisti della sicurezza, sia della dignità della retribuzione salariale». Per tutti questi motivi. E per molto altro ancora, si legge sul sito, «abbiamo deciso di manifestare pubblicamente il dissenso delle donne e degli uomini della Polizia di Sato il 29 ottobre in Piazza Montecitorio e dinanzi a tutte le Prefetture in Italia. Faremo un appello al Governo ed a tutte le forze politiche del Paese ai Cittadini perbene affinché sia riconosciuto concretamente il nostro impegno e sacrificio».

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