“Permessi premio agli ergastolani? Col ca…”. Salvini furioso con la Consulta

mercoledì 23 ottobre 18:40 - di Redazione

Permessi premio, è bufera. “Permessi premio a chi ha massacrato, a mafiosi che hanno massacrato? Ma col ca.. che gli do il permesso. Non vedo l’ora di tornare al governo per sistemare un po’ di cose”. Lo dice Matteo Salvini in diretta Fb. “Una sentenza indegna” per Salvini quella della Corte Costituzionale su “possibili permessi premio anche a chi a ergastoli per mafia e terrorismo”. “Mi sale pressione, ma che testa hanno questi giudici? Premio/ergastolo, premio/mafia: è un ossimoro, è un antitesi. Ma che ca.. di paese sta diventando l’Italia?”, aggiunge Salvini in diretta Fb.

Permessi, Salvini annuncia il ricorso

“Vedremo con i nostri uffici di Camera e Senato se è possibile ricorrere perché è una sentenza che grida vendetta”. Lo aggiunge Salvini in diretta Fb a proposito della sentenza della Consulta sul fatto che sarebbe incostituzionale l’ergastolo senza permessi anche per detenuti per mafia. “O proviamo a cambiare la sentenza oppure la Costituzione, se è questa l’interpretazione che ne viene data”.

Permessi anche a chi non collabora

Permessi premio anche senza collaborazione con la giustizia purché ci siano elementi che escludono collegamenti con la criminalità organizzata. Lo ha deciso la Corte costituzionale che si è riunita oggi in camera di consiglio per esaminare le questioni sollevate dalla Corte di cassazione e dal Tribunale di sorveglianza di Perugia. Sulla legittimità dell’articolo 4 bis, comma 1, dell’Ordinamento penitenziario là dove impedisce che per i reati in esso indicati siano concessi permessi premio ai condannati che non collaborano con la giustizia. In entrambi i casi, si trattava di due persone condannate all’ergastolo per delitti di mafia. In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio stampa della Corte fa sapere che a conclusione della discussione le questioni sono state accolte nei seguenti termini.

Il condannato deve dare prova di riabilitazione

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 4 bis, comma 1, dell’Ordinamento penitenziario nella parte in cui non prevede la concessione di permessi premio in assenza di collaborazione con la giustizia. Sempre che, ovviamente, il condannato abbia dato piena prova di partecipazione al percorso rieducativo. In questo caso, la Corte ha quindi sottratto la concessione del solo permesso premio alla generale applicazione del meccanismo ”ostativo”. Ossia quei condannati per i reati previsti dall’articolo 4 bis che dopo la condanna non collaborano con la giustizia non possono accedere ai benefici previsti.

Commenti

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  • ANTONIO GIOVANNETTI 24 ottobre 2019

    Però un permesso ogni 10 anni, per un paio di ore sotto scorta armata, potrebbe risolvere la situazione.

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