Pensioni, in arrivo un’altra mazzata. Ecco quanto perderanno in tre anni

giovedì 10 ottobre 12:41 - di Mia Fenice
L’effetto della mancata rivalutazione delle pensioni pesa sui cedolini e non per pochi spiccioli.  Le pensioni nei prossimi tre anni potrebbero subire forti riduzioni. A lanciare l’allarme è stato uno studio della Cisl che ha calcolato quanto si perderà nei prossimi tre anni su pensioni nette dagli importi di 1600, 1700 e 1900 euro nette. Con la rivalutazione bloccata per gli assegni che superano i 1500 euro al mese, all’appello mancano 4,67 euro nel 2019 per tutti gli importi fino a 1600 euro netti. Dal prossimo anno la perdita sarà di circa 10,74 euro fino a lievitare a 20,51 euro nel 2021. Secondo un rapido calcolo in media nel triennio la perdita potrebbe ammontare a 467 euro. E di fatto da ciascun anno successivo il prelievo arriverebbe a 267 euro.

Pensioni, l’allarme dei sindacati

Come ricostruisce il Giornale, secondo il piano delle rivalutazioni “moderate”, più è pesante l’assegno più pesante sarà la trattenuta. Per quanto riguarda le pensioni da 1700 euro, nell’anno in corso sono state persi 4,96 euro che però saliranno a 11,50 euro nel 2020 e a 21,76 euro nel 2021. E il conto è presto fatto. In tre anni la perdita arriverà a toccare i 496 euro per assestarsi a 283 euro per ogni anno successivo a quello del triennio preso in esame.

Non solo, i dati sono allarmanti. Per quanto riguarda le pensioni da 1900 euro al mese, si registra una perdita di 5,24 euro nel 2019, di 12,05 nel 202 e di 23,01 euro nel 2021. Per questo motivo i sindacati hanno chiesto un intervento da parte dell’esecutivo per mettere a punto un piano che cerchi di mitigare l’effetto delle rivalutazioni calmierate. Il governo Pd-M5S ha aperto uno spiraglio su un’ipotesi di cambiamento delle quote di rivalutazione senza però scendere nei dettagli.

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