Pamela e il quadro oltraggioso: Montaruli (FdI) parla di squallidume da consegnare all’oblio

giovedì 17 ottobre 14:35 - di Redazione
Pamela

Pamela Mastropietro come la Madonna. Con in braccio non Gesù bambino ma il suo assassino Innocent Osaghale. Un quadro choc che ha creato polemiche, com’era prevedibile. Sul caso interviene anche Augusta Montaruli, deputato di FdI.

“Ho chiesto a Facebook di censurare le immagini del quadro blasfemo che ritrae Pamela Mastropietro come la Madonna con in braccio Innocent Oseghale. Si oscuri un’immagine vergognosa, offensiva, oltraggiosa. Per la memoria di Pamela barbaramente uccisa, per rispetto della famiglia e per rispetto della fede cattolica. Per amore dell’arte che non merita di essere scambiata con la spazzatura è necessaria una condanna netta. Usare il volto di una giovane uccisa in modo atroce per avere notorietà è squallidume offensivo che ci auguriamo venga destinato all’oblio al piu’ presto mentre aspettiamo ancora le scuse di chi si e’ permesso di macchiarsi di un simile oltraggio”.

Pamela, per la famiglia quadro offensivo. Non sarà esposto

La famiglia ha ritenuto offensivo il quadro e l’artista, Andrea Villa, noto anche come il Banksy torinese, ha spiegato così la sua provocazione: «La mia non era satira, ma una critica al mondo dell’informazione, che ha travisato la tragedia di questa ragazza, e allo sciacallaggio svolto da alcuni politici. Pamela è stata presentata come una martire. Come una persona che ha subito un’ingiustizia intendendo non solo l’omicidio, ma anche l’uso distorto della sua immagine pubblica e della sua famiglia. La mia è un’analisi in linea con il mio percorso di studio e critica dei mass media». L’artista aggiunge: «Non ho mai voluto offendere la famiglia e mi dispiace molto. Per questo avevo deciso di ritirare il lavoro».

Riccardo Costantini, gallerista di Torino e organizzatore della mostra di Andrea Villa, assicura all’Adnkronos che, nonostante l’immagine sia finita online per promuovere l’evento, «l’opera alla mostra non è stata esposta». La mostra, ricordiamo, aveva come tema l’immigrazione. In quel contesto, usare l’immagine di Oseghale nelle vesti di Gesù non è una provocazione, è un oltraggio alla vittima e una incredibile mancanza di rispetto per i suoi familiari.

 

 

 

Commenti

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  • Felice 18 ottobre 2019

    Questa è una cosa che mi fa veramente schifo, assolutamente inaccettabile, anche l'”artista” che a fatto sta cosa massaggi alle palline a zampate.Disgustoso come non mai…

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