Omicidio di Luca Sacchi, il gip non ha dubbi: «è indiscutibile la volontà di uccidere»

lunedì 28 ottobre 14:57 - di Greta Paolucci
Omicidio Luca Sacchi

Sull’efferato omicidio di Luca Sacchi, tra ombre e sospetti, acquisizioni e testimonianze, l’unica certezza al momento è quella messa nero su bianco dal gip Corrado Cappiello nell’ordinanza di 8 pagine di custodia cautelare in carcere con cui ha convalidato il fermo di Valerio Del Grosso e Paolo Pirino. Per il magistrato è «indiscutibile la volontà di uccidere». E in quel modo: una vera esecuzione.

Omicidio di Luca Sacchi, il gip: «Indiscutibile la volontà di uccidere»

Dunque, poco contano le dichiarazioni di Del Grosso, accusato dell’omicidio di Luca Sacchi. Del Grosso che ha sostenuto che lo sparo alla testa non sarebbe stato intenzionale. Bensì colpa del rinculo dell’arma. «Non volevo ucciderlo. Il rinculo della pistola me l’ha fatto colpire in testa», avrebbe asserito. Non solo: secondo il gip «la volontarietà dell’omicidio quantomeno sotto il profilo del dolo eventuale, appare indiscutibile. Tenuto conto dell’arma impiegata. Della distanza ravvicinata. Della zona del corpo della vittima presa di mira nel corso di una rapina violenta». Anche per tutto questo, «la custodia cautelare in carcere appare proporzionata all’entità dei gravissimi fatti», spiega il gip. E aggiunge: «Fatti che non risulta siano stati compiuti in presenza di una causa di giustificazione o di non punibilità».

Omicidio di Luca Sacchi, il gip: i fermati hanno tentato la fuga

Peraltro, ha scritto ancora nell’ordinanza il gip, «in ordine alla sussistenza delle esigenze cautelari» occorre considerare che sussiste «il concreto pericolo di commissione di ulteriori gravi delitti con uso di armi o altri mezzi di violenza personale da parte di entrambi gli indagati». E ancora, si legge nel provvedimento, sull’esigenza della custodia cautelare bisogna osservare che «gli indagati hanno cercato di darsi alla fuga, dopo aver appreso che i familiari di Del Grosso si erano presentati in commissariato». Intanto, per diradare i dubbi e chiarire i punti ancora oscuri, gli inquirenti al lavoro sul caso fanno sapere che la fidanzata della vittima, Anastasia, dovrà essere riascoltata. Anche se, un testimone, citato nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, conferma la versione della fidanzata di Luca Sacchi, Anastasia, la quale ha detto di essere stata colpita alla testa prima dell’omicidio del ragazzo di 24 anni.

Omicidio di Luca Sacchi, il racconto di un testimone al gip

Un testimone, «amico di Luca Sacchi, presente al momento dei fatti, ha dichiarato di aver raggiunto la vittima verso le 23 circa nei pressi del pub John Cabot». Come scrive ancora il gip, «dopo essersi allontanato di qualche passo per telefonare, ha notato l’arrivo di una vettura. L’auto parcheggiava a pochi metri di distanza da Luca e Anastasia». Dall’auto il testimone ha visto scendere «due uomini (i due indagati in carcere, ndr.)», uno dei quali «reggeva in mano una mazza di colore nero con una sfera all’estremità». Secondo la ricostruzione del teste, «i due uomini hanno gridato alla ragazza di consegnare loro lo zaino che aveva a tracolla, e senza attendere la consegna, quello con la tuta chiara l’ha colpita violentemente la testa». È a quel punto che sarebbe intervenuto Luca Sacchi, che avrebbe spinto l’assalitore. Ingenerando quella reazione efferata che gli è costata la vita…

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