Migranti, prendevano i soldi per l’accoglienza ma li usavano per farsi il campo da tennis in villa

mercoledì 23 ottobre 14:16 - di Redazione
migranti

Migranti in centri fatiscenti, i soldi per l’accoglienza usati per tutt’altri scopi. L’indagine  dei militari della Guardia di Finanza di Cassino, insieme agli agenti del Commissariato di Cassino, ha portato a una vasta operazione nel settore dell’accoglienza.

Denunciate a vario titolo 25 persone. I reati sono vari: associazione a delinquere e truffa ai danni dello Stato e Enti Pubblici. E ancora frode in pubbliche forniture, abuso d’ufficio, malversazione, emissione di fatture false.

I soldi dello Sprar (sistema di protezione per i rifugiati) risultano spesi per la ristrutturazione della villa, con annesso campo da tennis, di proprietà di un responsabile della cooperativa coinvolta. Il servizio di affidamento dei servizi da parte di alcuni Comuni situati nelle province di Isernia, Caserta e Frosinone, avveniva senza alcuna procedura ad evidenza pubblica. Non solo: il sindaco di un comune coinvolto era riuscito ad ottenere quale ”compenso” l’assunzione di familiari e conoscenti. Lo stesso aveva preteso, in alcune circostanze, anche un aumento di stipendio per una persona di suo interesse.

Migranti, tre le cooperative coinvolte nell’inchiesta

In alcuni casi il pagamento di rette avveniva per migranti non più presenti sul territorio italiano mentre il subappalto di vitto e alloggio era in affido a un centro fatiscente ad un prezzo risultato essere inferiore a 1/3 di quello versato dalla Prefettura. In tal modo c’era un indebito guadagno per le cooperative. I centri  di accoglienza  erano  fatiscenti con ambienti sporchi e blatte all’interno delle cucine.

La mala gestione di questi centri di accoglienza aveva consentito ai responsabili l’utilizzo di automobili di lusso, acquistate in leasing dalla cooperativa stessa.

Le indagini hanno coinvolto numerosi Comuni delle province di Frosinone, Caserta, Isernia, Latina e Rieti. Accertato inoltre un caso di corruzione di un funzionario addetto alla rendicontazione del servizio Sprar. Tre le cooperative coinvolte. In un caso le spese fatturate erano in realtà relative alla festa di compleanno del figlio di uno dei responsabili. Il gip del tribunale di Cassino ha emesso 18 misure cautelari. Lo scorso luglio un’analoga truffa era stata scoperta a Lodi. 

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