Manovra, la soglia dei contanti scende a mille euro. Si torna ai tempi di Monti

martedì 15 ottobre 16:28 - di Robert Perdicchi

Manovra ad alto rischio, per gli italiani. L’abbassamento dell’uso del contante – da 3000 a mille euro – è per ora scritto nero su bianco nell’ultima bozza del dl fiscale. All’articolo 19, come visionato dall’Adnkronos, sono inserite infatti “Modifiche al regime dell’utilizzo del contante”. Se l’ipotesi fosse confermata si tornerebbe ai tempi di Mario Monti. Era il dicembre 2011 e l’Italia era in piena tempesta degli spread. Il Governo Monti appena insediatosi fece un ulteriore passo indietro all’interno del decreto salva-Italia, consentendo il contante fino a 999,99 euro.

La rissa finale sul varo della manovra

Le indiscrezioni sono emerse a poche ore dalla riunione serale del Consiglio dei ministri per il varo della manovra. Scongiurate le modifiche a Quota 100, secondo quanto ha annunciato lo stesso premier Giuseppe Conte, il confronto si accende ora sull’ipotesi di portare il tetto all’uso del contante da 3000 a 1000 euro. La soglia era stata alzata dal governo Renzi e Iv è molto critica sulla misura. Così come sul mantenimento di quota 100, che è invece una priorità dei grillini.

Dure critiche sulle ipotesi contenute nella bozza di manovra sono state espresse in queste ore da Assorologi e Federpreziosi, le associazioni di categoria del comparto orafo e orologiero aderenti a Confcommercio. Le organizzazioni esprimono “preoccupazione” per l’ipotesi di ridurre a mille euro la soglia massima per il contante. Un limite “già in vigore fino a quattro anni fa – sottolineano – anacronistico, inefficace”. “Soprattutto ai fini del contrasto dell’evasione fiscale e inutilmente penalizzante per le 15mila imprese e i 40mila addetti del settore orafo ed orologiero”.

La mazzata del Fmi sull’Italia

Nuova “sforbiciata”, intanto, alle stime della crescita dell’economia italiana. Questa volta a rivedere al ribasso le previsioni è il Fondo Monetario Internazionale che nel World Economic Outlook fissa a +0,0% l’andamento del Pil italiano nel 2019. C’è un taglio di 0,1 punti rispetto alla già bassa previsione formulata a fine luglio. Ancora più forte (0,3 punti) il ribasso sulla stima per il 2020, con un Pil che non dovrebbe quindi crescere più dello 0,5%. Alla base delle revisioni, spiega il Fondo, l’andamento dei consumi privati, uno stimolo fiscale ridotto e uno scenario internazionale più debole.
Preoccupante, quindi, la traiettoria per i conti pubblici italiani, con un deficit che secondo la stima Fmi quest’anno dovrebbe essere pari al 2,0% del Pil. Poi dovrebbe risalire il prossimo anno al 2,5% e al 2,6% nel 2021. Dal World Economic Outlook emerge una corrispondente crescita del rapporto debito/pil che quest’anno dovrebbe confermarsi al valore del 2018 (132,2%) per poi salire al 133,7% nel 2020 e toccare il massimo del 134% nel 2021.


 

Commenti

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  • Carlo Cervini 16 ottobre 2019

    I Visco Boys, che il canchero ha piazzato al Ministero delle Finanze, hanno colpito ancora, è una vessazione ideologica contro gli italiani e il buon senso, non ce ne libereremo mai…… ….Limitare il contante è una fesseria assoluta, perchè, per quanto possa favorire un tot della micro evasione, consente l’emersione all’impiego per i consumi favorendo l’incasso delle imposte sui beni alla vendita e sui redditi dei venditori; si tornerà al nero su nero con la perdita secca per l’Erario………..ne vale la pena ?

  • aldo mancini 16 ottobre 2019

    Se veramente volete combattere l’evasione fiscale, dovete scendere a € 200 il contante, obbligare tutti gli esercizi pubblici, commercianti, esercenti, artigiani e liberi professionisti ad avere il POS a ZERO spese e senza spese di commissioni per le transazioni. Se si vuole fare bene!, altrimenti gli evasori continueranno a sguazzare.

  • Giuseppe Forconi 16 ottobre 2019

    Ma quella massa di italiani esclusivamente di sinistra, proprio non ne possono fare a meno di essere fregati? Modo educato per non dire fregati senza l’uso della vaselina. Ancora non gli e’ bastato il Monti, Renzi, Prodi, Gentiloni, Mattarella, Bonino, ecc, ecc, la lista e’ molto lunga.

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