«Manovra debole e controproducente». Gli economisti bocciano il governo

sabato 5 ottobre 16:00 - di Michele Pezza
manovra

È senz’altro vero, come scrive sul Corriere della Sera il sondaggista Nando Pagnoncelli, che la manovra economica del Conte-bis piace a più della metà degli italiani (55 per cento). Ma è altrettanto vero che a far pendere verso il gradimento il piatto della bilancia è soprattutto il taglio del cuneo fiscale. Significa che il quando a luglio gli stessi italiani si accorgeranno che l’agognato bendiddio si limita a un pugno di euro in più  busta paga, il gradimento tramuterà in delusione.

Su 30 miliardi 23 serviranno a non far scattare l’aumento Iva

In realtà, il vero motivo di sollievo è il mancato aumento dell’Iva. Apposta Renzi e Di Maio proprio là sono accorsi a piantare le loro bandierine con grande disappunto del premier Conte. Nessuno di loro però ha osato spiegato che la misura è costata 23 miliardi su complessivi 30. Tutto il resto assomiglia maledettamente ad un matrimonio con i fichi secchi: un po’ qua e un po’ là, ma senza il benché minimo straccio di soluzione capace di invertire la tendenza e far decollare la crescita. Insomma, la manovra è lo specchio del Conte bis: un pannicolo caldo in attesa di tempi migliori.

Forza Italia: «La manovra sprofonda nel ridicolo»

Lo riconoscono più o meno tutti quelli che non hanno portato il cervello all’ammasso. Tra i critici più severi, il forzista  Brunetta cita Cottarelli, già Mister Forbici, e Baldassarri, già viceministro in quota An, che l’hanno definita «minuscola e controproducente». Poi Brunetta ci mette il carico da undici: «La manovra presentata dal ministro Gualtieri – attacca – sta sprofondando subito nel ridicolo e nelle sue contraddizioni». È tutto nei numeri, spiega l’ex-ministro, perché si tratta di «una manovra che investe il 2 per cento di deficit in 3 anni per guadagnare soltanto lo 0,4 per cento di Pil». In valore assoluto significa investire più di 30 miliardi per produrne circa 7. Un vero e proprio fallimento. Anzi, conclude Brunetta, è «la montagna che ha partorito il topolino».

Commenti

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  • Sandro Cecconi 5 ottobre 2019

    Veramente il Professor Baldassarri, che seguo da sempre e giudico il miglior economista italiano (l’unico che seguo per la mia professione), aveva già preconizzato il totale fallimento appena letti i famigerati 26 punti del contratto di governo definendoli “la lista della spesa fatta a buffo e pagabile a babbo morto con ulteriore debito pubblico”.

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