Mafia, a chi piace l’abolizione dell’ergastolo? Alla forcaiola “Repubblica”

mercoledì 9 ottobre 14:36 - di Francesca De Ambra
mafia

Difficile scoprire  che cosa pensano gli aedi del Manifesto di Ventotene, i cultori dell’infallibilità di Bruxelles e quelli che «ce lo chiede la Ue» ora che la Corte europea dei diritti ha bacchettato l’Italia per la pretesa iniquità dell’ergastolo ostativo. Una decisione che sta già facendo brindare i “pezzi da novanta” della mafia e qualche terrorista irriducibile. In compenso, grazie a Luigi Manconi, abbiamo scoperto come la pensa Repubblica, passata in un amen da difensore delle procure, specie di quelle antimafia, a centravanti del garantismo. Ovviamente, in nome del sacrosanto recupero alla società di autentici pendagli da forca nei cui curricula criminali si va dai bambini sciolti nell’acido alle stragi di innocenti.

Il giornale plaude alla decisione della Cedu

Nulla da eccepire circa le argomentazioni addotte da Manconi. Quello che non torna nella decisione della Cedu e, di conseguenza, nella posizione di Repubblica è l’implicito disconoscimento della specificità del dato criminale italiano. La nostra legislazione in materia penitenziaria non nasce per caso, ma è figlia dell’attentatuni di Capaci e del macello di via D’Amelio. O questa triste e imbarazzante specificità della mafia o la ricordiamo sempre o ce ne scordiamo per sempre. Non è che si può essere garantisti a giorni alterni. Anzi a terga alterne, cioè a seconda di dove voli e dove si diriga l’uccello padulo delle inchieste giudiziarie.

La Corte europea ha ignorato la peculiarità della mafia

Da un giornale con pedigree forcaiolo come quello di Largo Fochetti era lecito attendersi ben altra reazione di fronte alla decisione della Cedu. Non solo una critica, ma soprattutto l’invito a guardare agli strumenti repressivi in uso in Italia come gli unici in grado di combattere efficacemente la criminalità organizzata. Ma anche gli unici capaci di contrastarne l’espansione nel resto d’Europa. A patto, ovviamente, che anche l’Europa si convinca che mafia, camorra e n’drangheta sono ormai ben dentro i flussi e le dinamiche dell’economia e della finanza. La globalizzazione è tema che affascina e coinvolge anche boss e padrini. Un genere umano che non si sconfigge a colpi di pie intenzioni.

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