Legge elettorale, nel Pd è fronda contro Zingaretti: «Siamo senza bussola»

3 Ott 2019 13:46 - di Valerio Falerni
legge elettorale

Sulla carta il capitolo riforme è sistemato. La maggioranza di governo si è data appuntamento a martedì prossimo. È lì che partorirà il documento sulle riforme che faranno da contrappeso al taglio dei parlamentari. Ma tra il dire e il fare ci sono di mezzo i tormenti e le perplessità di mezzo Pd. Specie se si tocca anche la legge elettorale, L’altra metà, invece, spinge per ottenere dal M5S impegni precisi scanditi da un timing concordato. Nel frattempo, cresce il numero di quelli che masticano amaro per l’arrendevolezza mostrata da Zingaretti nei confronti di Di Maio. Quest’ultimo, infatti, già la prossima settimana incasserà il taglio dei parlamentari  (sempre osteggiato dal partito dal Pd) mentre il primo dovrà accontentarsi di un impegno a futura memoria.

Il Pd ha ceduto ai 5Stelle sul taglio dei parlamentari

La bozza del documento attualmente in circolazione si articola in tre fasi: presentazione, entro ottobre, degli emendamenti al ddl costituzionale, ora all’esame di Palazzo Madama, che abbassa a 18 anni l’età minima del voto anche per l’elezione del Senato; a dicembre, invece, dovrebbero arrivare in tandem la riforma costituzionale che riduce il numero dei delegati regionali per l’elezione del Capo dello Stato, e la modifica dell’elezione del Senato non più a base regionale. Sempre entro l’anno, dulcis in fundo, dovrebbe avviarsi la nuova legge elettorale. Ma qui casca l’asino.

Legge elettorale: Prodi contrario al proporzionale

Nel Pd il ritorno del proporzionale è visto come fumo negli occhi da un padre fondatore come Romano Prodi. Per metterci una pezza, Zingaretti ha assicurato che il proporzionale puro non passerà mai. Infatti al Nazareno si litiga già sui correttivi. Insomma, è tanta la confusione nel Pd da far dire all’ex-presidente Matteo Orfini che sulla legge elettorale il partito è «senza bussola». Proprio sul proporzionale ha invece scommesso Matteo Renzi quando ha fondato Italia Viva, senza considerare che un ritorno alla legge elettorale della Prima Repubblica è graditissimo anche ai post-comunisti di Leu. La sinistra, insomma, sembra affogare in un minestrone di posizioni fra loro inconciliabili. E meno male che sulle riforme costituzionali diceva di avere le idee chiare.

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 4 Ottobre 2019

    Praticamente senza testa, allo sbando, come sempre del resto ???