Manovra, la denuncia dei commecialisti: dalle misure anti-evasione rischi per gli onesti

mercoledì 16 ottobre 17:45 - di Mario Landolfi
commercialisti

Le misure introdotte dal governo per la lotta all’evasione fiscale possono danneggiare gli onesti. A far scattare l’allarme, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. «L’obiettivo, condivisibile, del recupero dell’evasione fiscale da parte dal governo – denuncia il presidente Massimo Miani  –  lo si persegue con strumenti che potrebbero anche creare delle difficoltà secondo la nostra opinione». Con il pericolo, aggiunge Miani, di «complicare la vita a chi non evade, a chi si comporta regolarmente».

Per i commercialisti «troppe complicazioni nel fisco»

Per il presidente dei commercialisti, infatti, «si tratta di ennesime complicazioni in capo al mondo dei contribuenti, delle imprese in particolare, che già si trovano in un regime fiscale molto complesso e complicato». Misure che si potrebbe rivelare boomerang per cittadini e imprese corretti. Spiega Miani: «È ovvio, perché se io devo tenere un conto separato per la mia attività d’impresa significa avere dei costi in più, avere una tenuta separata di quelle che sono le mie movimentazioni finanziarie personali rispetto a quelle relative all’attività d’impresa. Quindi – sottolinea – tutta una serie di cose che si sommano a quelle già esistenti e che creano delle complicazioni».

Miani: «Sbagliato intervenire sul contante»

Non è ovviamente in discussione il sacrosanto principio di far pagare a tutti le tasse, ciascuno le proprie possibilità. Il rischio, però, «è che e alcuni strumenti servono, cercando di non penalizzare però le persone che non evadono». Perché, spiega Miani, «per andare a recuperare evasione si creano sostanzialmente difficoltà e costi anche a persone che non evadono». Gli incentivi alle transazioni tracciate, per Miani, «vanno bene». Quel che invece non va bene è «intervenire pesantemente sul discorso del contante». La scommessa è «trovare dei sistemi virtuosi» che arrivino agli stessi obiettivi «senza penalizzare le persone che si sono sempre comportati correttamente». E che continuano a pagare sostanzialmente il prezzo delle complicazioni, mai conteggiato, ma esistente. «Il sistema fiscale complesso – conclude il leader dei commercialisti – significa costi per chi deve pagare le tasse».

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