La Meloni: «Sta per arrivare una pioggia di tasse, ringraziate Pd e Cinquestelle»

martedì 1 ottobre 11:03 - di Redazione
cina meloni

«Pioggia di tasse col governo rossogiallo? Va beh, però d’altronde si sono presentati con questo programma davanti agli italiani che li hanno in maggioranza votati. Ah no scusate…». Ironia amara di Giorgia Meloni sulle misure economiche annunciate dal governo. Nelle pieghe della Nadef, la nota di aggiornamento al documento di economia e finanza, infatti, si nascondono 8 miliardi di tasse e una stangata prossima ventura sulla casa, che promette di arrivare con un ddl collegato per la riforma del catasto e dei relativi valori.

Si parla solo di tasse

A monte c’è un problema culturale, messo in evidenza da Daniele Capezzone, in un articolo pubblicato sul sito nicolaporro.it e rilanciato dalla leader di FdI sulla sua pagina Facebook insieme a quel commento sarcastico. Al di là delle singole misure, Capezzone si concentra sul fatto che, se con il precedente governo si ragionava su come abbassare le imposte, «improvvisamente, sono bastati venti giorni di nuovo governo (oggi è il 30 settembre, la fiducia è stata votata appena il 10 settembre, anche se sembra passato un secolo) e il dibattito è diventato su quali tasse introdurre». «La scorsa settimana è stata francamente surreale, da questo punto di vista: tassa sulle merendine (smentita, ma non del tutto), tassa sui voli aerei (smentita meno convintamente), tassa sul contante (boh), tassa sugli agricoltori (nel senso di taglio delle agevolazioni in agricoltura: e purtroppo sembra tutto confermato), tassa sugli autotrasportatori (altre detrazioni sforbiciate: e sembra confermato anche questo)», ricorda Capezzone.

Una strada sbagliata

«Pensateci: al netto della fuffa sui pagamenti con carta di credito (come se un microsconto statale del 2% potesse scoraggiare il maxisconto che fatalmente un’operazione in nero porta con sé, anche per un lavoretto in casa) e a parte la pericolosa operazione neostatalista sugli incentivi green, al momento nella discussione pubblica – sottolinea il giornalista – non c’è niente che riguardi un taglio di tasse, e niente che riguardi in positivo i lavoratori autonomi, gli imprenditori, le partite Iva, tutte le fasce sociali che non votano questo governo, e che – con grande nonchalance – il nuovo esecutivo sembra voler trasformare in bersagli. La strada di prima era percorsa in modo troppo lento e confuso, ma era tutto sommato giusta. La strada di adesso – conclude Capezzone – va in direzione sbagliata».

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