La Meloni querela “Repubblica”. «Contro di me un paginone di insulti e veleno»

giovedì 24 ottobre 13:01 - di Ginevra Sorrentino
Giorgia Meloni dal suo Fb

La Meloni querela Repubblica. E ne ha tutte le ragioni. Insulti alla persona. Veleno ingiustificabile. Tanto astio politico. E, soprattutto, una rabbia per quella piazza di San Giovanni che i radical chic di sinistra, giornalisti compresi, non riescono evidentemente proprio a sbollire, armano la penna di una delle firme di punta del quotidiano diretto da Verdelli, che “dedica” a Giorgia Meloni, definita nel titolo del corsivo al vetriolo «la peronista dell’altra destra più amata di Salvini», un florilegio di ingiurie. Di attacchi anacronistici. Di offese di bassa lega. Una tirata che si spiega solo come reazione al successo politico e personale che la leader di Fratelli d’Italia sta riscuotendo.

Giorgia Meloni querela “la Repubblica”

Un’affermazione innegabile che la Meloni si è guadagnata combattendo e lavorando con coerenza e determinazione. La piazza di San Giovanni. I sondaggi sul gradimento individuale dei vari leader di partito di casa nostra. Le indicazioni di voto degli italiani che segnano di settimana in settimana la continua crescita di Fratelli d’Italia. Un’escalation che arriva a superare i record fissati poco prima. Un successo di squadra e personale, quello della numero uno di FdI, che evidentemente a Repubblica proprio non va giù. E non potendolo negare, il giornalista che firma il pezzo, lo delegittima ironizzandoci su. «Vola al secondo posto nel gradimento dei sondaggi», scrive il quotidiano diretto da Verdelli nella sua feroce invettiva. Indagini che, prosegue l’articolo, «segnalano l’anomalia dell’ascesa personale di Giorgia che trascina il suo partito fino all’8,5%»…

Un articolo che è solo una serie di insulti volgari

Attacchi mirati e colpi sotto la cintura. Seminati ad ogni aggettivo, ad ogni riferimento. Ad ogni passaggio dell’articolo di Repubblica. Commenti che diventano espliciti insulti e che investono sia la sfera privata, che quella pubblica, della vita della Meloni. Tanto che, dai difficili rapporti con il padre, al legame con il compagno di vita e padre di sua figlia. Passando per la sua formazione giovanile nella sezione del Msi di Garbatella, e fino agli scambi più adulti con Rauti e Fini, Gasparri e Alemanno, l’articolo dissacra e sbeffeggia tutto. Così, la stessa diretta interessata, in un post su Facebook apparso poco fa denuncia: «Oggi Repubblica mi “regala” un paginone pieno di insulti, con un articolo che trasuda idrofobia da tutti i pori. Quello che più dispiace è che lo scomposto rigurgito di bile del giornalista si riversi contro le periferie romane e contro il popolo della destra, definito dai trinariciuti radical chic come ammasso di coatti ed emarginati. Perché il problema di questi personaggi con la bava percolante dalla bocca – pronipoti di un’ideologia ammuffita e sconfitta dalla storia – è che Fratelli d’Italia sta crescendo. E usano contro di noi proprio quel linguaggio di odio che condannano a ogni piè sospinto. Continuino pure con la loro rabbia incontinente, noi non molliamo. E continuiamo a lavorare giorno e notte per il riscatto della nostra Patria! P.S. Per i virgolettati falsi e le diffamazioni è un’altra storia, di cui ovviamente ci occuperemo nelle sedi opportune».

Un veleno che investe sfera privata e dimensione pubblica

E allora, fa sapere Giorgia Meloni, «a seguito della pubblicazione dell’articolo “Meloni la peronista dell’altra destra più amata di Salvini” ho dato mandato ai miei legali di sporgere querela per diffamazione nei confronti del giornalista Francesco Merlo e del direttore del quotidiano Repubblica, Carlo Verdelli. Di rado, nella mia vita, ho letto un articolo così violento. Così lesivo della dignità di qualcuno. Così palesemente volto a istigare odio verso quella persona. E considero gravissimo che molte delle affermazioni a me attribuite per giustificare il disprezzo del giornalista siano totalmente inventate o volutamente manipolate. Il che, chiaramente, va ben oltre il diritto di critica e configura la piena diffamazione. Di questo Merlo e il direttore di Repubblica risponderanno in tribunale».

Mollicone: «Ricopre d’insulti e disprezzo l’unica leader donna italiana»

Una tirata che, prosegue la Meloni definita nel pezzo la «Regina di Coattonia», «non può essere archiviato come diritto di cronaca o espressione della libertà di pensiero». Un’analisi commentata con stizza e astio, quella di Repubblica, di cui tra gli altri Federico Mollicone (capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia) ha sottolineato, come «Francesco Merlo con il suo solito narcisismo da sedicente grande penna del giornalismo italiano non perde occasione di ricoprire di insulti e disprezzo l’unica leader donna italiana». Parola agli avvocati dunque. Sperando che arrivi a chi di dovere una lezione di vita e di stile, e un richiamo alla misura, capaci di attenuare il livore che attanaglia avversari politici ed ideologizzati. In due parole: tra gli intellettuali dem.

 

 

Commenti

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  • Luca Bellagamba 29 ottobre 2019

    Richiamare “alla misura” un sistema che fa dell’odio, dell’invidia sociale, della denigrazione sistematica di chi la pensa diversamente uno stile di vita è come chiedere al mare di infischiarsene dell’influenza della Luna e fermare il fenomeno delle maree. Quello che fa rabbia, tanta rabbia, è assistere a macellazioni mediatiche vergognose perpretrate dal radicalismo modaiolo della sinistra nei confronti di chi si ribella all’establishment, di chi combatte per la sovranità popolare che origina proprio dalle periferie, tra quelli che quel sedicente (o altro…omissis) giornalista de la Repubblica definisce emarginati capeggiati da una coatta. Quella nana coatta, caro Merlo, è un gigante, una Donna al cospetto della quale dovresti inginocchiarti e chiedere perdono proprio perchè donna, capo politico immacolato, coerente, tenace, caparbio e resiliente agli infami attacchi della tua sinistra marcescente e putrefatta. Tuttavia comprendo il motivo del tuo vile e volgare attacco: l’On. Meloni ha attributi dei quali hai un’invidia che la volpe ti fa un baffo. Ha portato un partito ridotto al lumicino, dopo la sventurata esperienza finiana, a numeri con doppia cifra, prima volta, da che ricordi (militavo nel MSI negli anni 80) nella storia di un partito di Destra. E lo ha fatto con coraggio, determinazione e chiarezza: e riuscita a parlare in maniera comprensibile alle periferie che proprio voi, sinistri -in tutti i sensi- avete abbandonato, degradato, insozzato con la vostra scelleratezza ammantata di un vomitevole buonismo: dai campi rom alla mancanza di presenza dello stato -volutamente minuscolo- in aree da sempre a rischio criminalita, organizzata e non. Se il Popolo ha premiato Giorgia Meloni per la sua coerenza e vicinanza sentita alle periferie (che tu, caro Volatile neanche hai idea di come siano fatte), è perchè per la prima volta un messaggio è stato inviato col cuore, con la consapevolezza propria di chi quelle periferie le conosce bene, e ne vive il degrado da sempre. Fattene una ragione, caro Merlo, la Destra vera cresce nel consenso popolare grazie a Giorgia Meloni, in tutta Italia: l’Umbria vi ha parlato chiaro, avete fallito, siete al capolinea su un bus bruciato e ormai inutilizzabile. E continuate pure a chiamarci fascisti, non c’è problema: sarà la Storia, quella vera, e il tempo a decidere. Messaggio a Giorgia Meloni: grazie! Erano anni e anni che avevo totalmente eliminato la politica dal mio dizionario, grazie a te ho ritrovato qualcosa in cui rispecchiarmi e riconoscermi, qualcosa che orgogliosamente riporta alla memoria il grandissimo Giorgio Almirante. Tu oggi sei la sua vera erede e il fatto che sia una Donna, la cosa assume un’importanza ancora più grande. E come si leggeva sui muri ai miei tempi: “noi siamo lo stupendo vivere in un mondo di morti”, oggi più che mai risuona di gloria. Grazie Giorgia. Luca.

  • Roberta v 25 ottobre 2019

    Cara Giorgia..mi avvilisce e mi fa rabbia che un giornalista.o detto tale…usi tanta boria e cattiveria nei confronti ..primo di una donna e non ultimo contro una donna che rappresenta le istituzioni….
    Seria leale e viva Dio ..coerente…
    Non può e non deve succedere mai più una cosa del genere..mi rammarico però che ancora oggi si fa politica sotto il VELO..di giornalista..
    Un giornalista degno di questo nome si limita a raccontare e rappresentare ciò che succede ..non ad esprimere propri e pessimi pensieri personali…vergogna
    Io sono felice che ESISTI mi fido di te da sempre e da sempre sapevo che con fatica e tempo ..ma saresti emersa..oggi è QUEL GIONO….spalle alte e schiena dritta ..avanti…come sempre hai fatto…Sei UN ESEMPIO DA SEGUIRE….VAII
    Ti abbraccio con la speranza che un giorno potrò stringerti la mano..
    Oggi sarai a Norcia..mi spiace che non potrò esserci ti garantisco comunque che avrai un’accoglienza calorosa….grazie

  • maurizio pinna 24 ottobre 2019

    Il grande Montanelli ebbe a dire “Il 25 aprile del 1945 la violenza di sinistra venne deliberatamente spinta fino ad assumere un carattere primitivo di annientamento”, infatti la “lotta di liberazione” non ebbe nulla di liberale e tutto della lotta di classe e ancora un alto dirigente del PCI di allora “ si fece giustizia sommaria perché per motivi eccezionali tutto è lecito”. Ho premesso ciò per significarti, cara Giorgia, che quelli sono i dogmi dei sacerdoti del bolscevismo di allora, come ora, per loro tu non sei un rispettabile leader di un partito ma un nemico da “eliminare” e allora ecco, pronto alla chiamata, farsi avanti il radical di turno o il burocrate tv o ancora il pezzo di carta che cercano di annientare, svillaneggiare, “fucilare” e poi “dissacrare”. Che tristezza, cara Giorgia. Ma che futuro democratico poteva mai avere un Paese in cui una certa nomenklatura ha collocato la celebrazione di una “pacifica convivenza” nel giorno in cui culmina una guerra civile? E ciò non lo dico io, che sono un semplice vulgaris, ma lo scrittore Cesare Pavese, che può non piacere ma non era certamente di destra.

  • Roberto becattini 24 ottobre 2019

    Lo aveva già annunciato che avrebbe querelato il giornale la repubblica promessa mantenuta grande Giorgia sei unica……

  • Roberto 24 ottobre 2019

    brava Giorgia continua così

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