La manovra prende corpo tra liti, accuse e processi. Conte perde le staffe, il Pd pure

martedì 1 ottobre 9:32 - di Franco Bianchini

Scontro frontale, parole grosse. Renziani e Cinquestelle considerati rompiballe. Ma alla fine va in scena la sceneggiata dei volti sorridenti e del solito Di Maio che dice di aver «mantenuto le promesse». La manovra prende corpo, il governo dà i numeri, non dice da dove usciranno i soldi e quale stangata o stangatina si nasconde dietro l’angolo. Per adesso ci si limita agli annunci, lo stop all’aumento dell’Iva e il deficit al 2,2% nel 2020. Suonano le trombe: il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla Nota di aggiornamento al Def.

Non è stato facile, sono venute fuori tutte le contraddizioni del governo giallorosso. La nottata è stata ad alta tensioni, muro contro muro. «Se Renzi comincia a differenziarsi per avere visibilità eDi Maio si mette a inseguirlo sul suo terreno,facciamo poca strada. Finiremo per dividerci in responsabili e arruffapopolo». Il Corriere della Sera riporta un retroscena che la dice lunga su quel che è accaduto: Dario Franceschini, rivolgendosi ai Cinquestelle e ai renziani ha parlato di una «smania quotidiana di visibilità», che «logora i governi». E Giuseppe Conte, con una nota concordata con il Pd, ha mandato un messaggio a Luigi Di Maio, che non perde occasione per far sentire il suo peso. Tanto che avrebbe tenuto una riunione con i suoi per annunciare di aver trovato il sistema – attraverso un software che rivelerebbe le false compensazioni dei grandi evasori – per recuperare dai 5 ai 7 milioni.

Il protagonismo di Renzi e Di Maio vengono visti da Franceschini e dal premier come i possibili guastatori del governo.

Poi c’è stato lo scontro tra Luigi Marattin, renziano, e Antonio Misiani (Pd). Il primo voleva eliminare i riferimenti al cuneo fiscale. Misiani sosteneva che è possibile l’entrata in vigore di questa misura già nella prima metà del 2020. Le liti sono andati avanti tutta la notte.

La sceneggiata però impone la recita finale con sorrisi e strette di mano. La manovra 2020 sarà «di circa 29-30 miliardi di euro, sostenuta in parte attraverso l’utilizzo dei margini di flessibilità», ha detto il ministro dell’Economia. «Lo scenario di finanza pubblica ci consente di correggere al rialzo il quadro di crescita. Con prudenza individuiamo una crescita nel 2020, con la manovra, dello 0,6% del Pil».

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