La Corte europea impone a Facebook di cancellare i contenuti illegali. E il social non ci sta

giovedì 3 ottobre 19:28 - di Redazione

“Questa sentenza solleva interrogativi importanti sulla libertà di espressione. E sul ruolo che le aziende del web dovrebbero svolgere nel monitorare, interpretare. E rimuovere contenuti che potrebbero essere illegali in un determinato Paese”. Ad affermarlo è un portavoce di Facebook dopo che la sentenza della Corte europea. Che ha deciso che qualsiasi Stato potrà imporre al colosso Ue la cancellazione di contenuti illegali. E il blocco della consultazione di questi da parte degli utenti.

Su Facebook, sottolinea il portavoce della società di Menlo Park, “abbiamo già degli Standard della Comunità. che “stabiliscono ciò che le persone possono e non possono condividereE   un processo in atto per limitare i contenuti che violano le leggi locali. Questa sentenza si spinge ben oltre. Mina u aconsolidato principio”. Quello secondo cui un Paese non ha il diritto di imporre le proprie leggi sulla libertà di parola ad un altro Paese. “Inoltre -dice sempre Facebook-, apre la porta ad obblighi imposti alle aziende del web  di monitorare proattivamente i contenuti. Per poi interpretare se sono ‘equivalenti’ a contenuti ritenuti illegali”.

Per ottenere questo diritto i tribunali nazionali, aggiunge Facebook , “dovranno prevedere definizioni molto chiare su cosa significhino ‘identico’ ed ‘equivalente’ concretamente. Speriamo che i tribunali adottino un approccio proporzionato e misurato, per evitare di limitare la libertà di espressione”.

Commenti

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  • sergio 3 ottobre 2019

    In questo momento Facebool, oltre a bloccare profili “di rango”; si accanisce anche su profili di utenti “normali”, controllando ogni singolo post anche in modo reatroattivo in un lasso di tempo che arriva fino a 5 anni.
    Arriva abloccare i commenti dei propri post, di quelli degli amici, delle pagine seguite, di mettere emoticons, di condividere persino i filmati della sua sezione dedicata)
    In alcuni casi avvisa, in altri no, sensa indicare per quanto tempo e senza rispondere alle domande poste nell’apposita sezione
    In alcuni casi di arriva fino a 30 giorni di blocco, basta che l’ utente faccia capire di non essere allineato al pensiero unico. Basta essere di sinistra e tutto è permesso , anche le offese e le minacce
    VI SEMBRA LOGICO?

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