Il popolo di centrodestra ha bisogno di certezze contro la chiamata di Zingaretti a Di Maio

domenica 13 ottobre 6:00 - di Francesco Storace

E’ vietato sbagliare, il centrodestra ha il dovere di reagire unitariamente alla sfida, pericolosa per l’Italia, della sacra unione proposta da Zingaretti. Il segretario del Pd propone a Di Maio di prendersi l’Italia. Il capo dei pentastellati dice di no, finge di dire di no. Ma è lo stesso che diceva mai con il partito di Bibbiano, mai in Umbria e tanti altri mai rivolti al Partito Democratico. Sono bugiardi matricolati e il centrodestra ha il dovere della sincerità verso il popolo italiano.

Ci vuole uno spirito nuovo, di reciproca comprensione. Non servono tartufismi. Se gli altri si alleano contro di noi mettendo assieme chi si odiava fino a un minuto prima, poco senso avrebbe cincischiare all’interno di una coalizione che da tantissimo tempo esprime comunanza di valori. Ma ci sono errori che vanno corretti rapidamente, ci vuole generosità. Quando Giorgia Meloni ha organizzato la bella e grande manifestazione di protesta contro il governo Conte il giorno della fiducia davanti a Montecitorio, non ha certo chiuso le porte agli altri partiti. Anzi, Matteo Salvini è sceso in piazza, ha parlato, è stato applaudito. Forza Italia ha preferito sminuire quella enorme folla e ha fatto male. Anche perché la presidente di Fdi ha preteso che non ci fossero simboli di partito a partire dal suo.

Il centrodestra deve essere unito contro il governo degli sconfitti

Ora, il 19 ottobre c’è la manifestazione indetta da Salvini. Sbaglia lui se la intende solo come raduno leghista. Ma anche qui solo da poche ore pare che sia finita la storia che  Forza Italia manderà in piazza San Giovanni una delegazione. E’ il popolo che bisogna mobilitare, non solo una pattuglia di parlamentari, anche se qualcuno si ostina ancora a sfilarsi. C’è da abbattere il governo degli sconfitti. Come ha scandito proprio ieri Giorgia Meloni: “Pronti a scendere di nuovo in piazza contro il governo più anti-italiano della storia? Ci vediamo sabato prossimo in piazza per una manifestazione di liberi cittadini!».

Poi, ci sono le regionali e per fortuna in Umbria le cose si stanno mettendo bene. Nel territorio le polemiche sono solo tra grillini e democratici su uno sciagurato candidato che hanno rabberciato all’ultimo momento e che non aveva fatto sapere nulla dei tanti milioni incamerati con i fondi del terremoto. Ma poi assistiamo a diatribe pubbliche inutili sui nomi dei candidati per le altre regioni che arriveranno.

I candidati siano all’altezza delle sfide nel territorio

Il nostro popolo – che dovremo portare alle urne per battere l’alleanza prossima ventura Pd-Cinquestelle – ha bisogno di certezze. E’ logico che tra i partiti ci sia chi chieda di guidare la coalizione in un territorio anziché l’altro, ma poi basta. L’accortezza deve essere quella di scegliere candidati giusti, a partire dal rispetto della legge. E’ così difficile da comprenderlo?

In Calabria c’è un’amministrazione uscente che fa schifo pure al Pd. Il governatore Oliverio non vuole farsi da parte nonostante i problemi di giustizia e soprattutto il clamoroso fallimento della sua gestione. Lo sostituirà qualcuno che troveranno tra le verginelle che poi si faranno male con la politica. Lega e Forza Italia – vista la la lealtà ancora una volta manifestata da Fdi – decidano assieme alla Meloni questo benedetto nome. Proposto dagli azzurri, certo, ma è evidente che dovrà trovare anche il gradimento altrui.

E poi si parta, senza indugiare più. Chi si è impossessato del potere in questa maniera non intende mollarlo. E certo non glielo si potrà lasciare per Tizio o Caio candidati.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Carlo Cervini 14 ottobre 2019

    Questo la dice lunga sui rapporti sotterranei che ci sono sempre stati tra DS e M5S a danno di Salvini……………è il solito richiamo della foresta comunista………..se te ne vuoi liberare li devi schiacciare sotto i piedi………………come i panarotti.

  • Sandro Cecconi 13 ottobre 2019

    Storace,

    quei due egoarchi sono il nulla assoluto, sono talmente pieni di se da far pena. Non sono in grado di elaborare un progetto strategico neanche se qualcuno glielo spiega persino con i disegnini. Basterebbe analizzare anche solo superficialmente cosa hanno combinato singolarmente che in coppia. Io li chiamo il “duo monnezza dell’intelligenza umana”. Per non parlare poi dei loro “consigliori”. Si salvano soltanto alcuni di quei due partiti. Il resto? Senza arte né parte.

  • maurizio pinna 13 ottobre 2019

    Il cerchio magico è pesantemente disgregante, soprattutto con Tajani che proviene da 5 anni di lavaggio del cervello in chiave EU. Dall’altre parte i compagni e i diversamente compagni, con i loro istrioni mediatici e osti della malora, che predicano come un mantra l’ammucchiata . Vanno fermati, perchè stanno distruggendo il Paese, nemmeno Giuseppe Stalin – il nome è una garanzia, chissà se anche Roosvelt lo chiamava Dear Giuseppi – era arrivato a praticare il bolscevismo puro, dopo il fallimento di Lenin, che prevedeva una sorta di paghetta per il popolo, con Giuseppe tutti lavoravano, magari a schiovere, ma lavoravano. Stanno impadronendosi dei denari dei vulgaris, perche la classe patrizia li manovra sull’estero e se va avanti così comprerà all’estero, consumerà all’estero e se ne adrà all’estero, finiremo come la Sardegna di Soru, un bolscevismo nostrano precursore della “sostenibilità ambientale” che per l’Isola ebbe l’impatto di una bomba nucleare!

  • In evidenza