Il Pd si sta sbriciolando: al suo interno spunta il nuovo partito dei renziani Lotti e Guerini

giovedì 24 Ottobre 12:31 - di Adriana De Conto
Pd

Quanti partiti ci sono nel Pd? I dem si stanno superando. Uno nessuno centomila. I parenti-serpenti non finiscono mai di spuntare all’orizzonte. Ora ecco Base Riformista, praticamente un partito nel partito, a rovinare il fegato di Zingaretti. E’ molto più di una corrente. La struttura presenta tutti i crismi dell’ufficialità, con un organigramma, come informa l’Huffington Post: “c’è un coordinatore nazionale, un portavoce, e ci sono anche i coordinatori regionali. E osservate il timing: appena due giorni dopo la celebrazione del renzismo alla Leopolda. Pare un partito, e invece stiamo parlando di una corrente, quella dei cosiddetti renziani che sono rimasti dentro il Nazareno».  Il Pd è pronto ad esplodere. Con Zingaretti doveva finire il partito delle correnti. Con l’uscita di Renzi i dem si erano tolti una spina nel fianco. Invece sono sempre lì. A combattersi. Una tragicommedia. Per Zingaretti i guai sono appena iniziati.

Base Riformista rappresenterà la corrente di  Guerini e Luca Lotti, renziani che sono rimasti dentro il Nazareno. Da brividi. Il primo è ministro della Difesa del governo Conte. Il secondo, deputato semplice. Secondo l’Huffington Post Base Riformista avrebbe celebrato un congresso negli stessi giorni del raduno renziano. Il coordinatore nazionale, Alessandro Alfieri, isenatore di Varese, afferma che si tratta di un gruppo che servirà a tenere più viva la spinta riformatrice all’interno del Pd. Portavoce ne sarà Andrea Romano. «Ma non finisce qui. Perché c’è una sfilza di coordinatori regionali a completare il puzzle». Siamo alla disinteragrazione. alcuni nomi:  Carmelo Miceli in Sicilia, Stefano Collina in Emilia Romagna, Enrico Borghi in Piemonte.

Romano è sulla difensiva. Un partito nel partito? No: «E’ più semplicemente l’organizzazione di un’area politico-culturale. L’alleanza con i cinquestelle e la nascita di Italia Viva – spiega Romano al quotidiano – rendono indispensabile il rafforzamento del profilo riformista del Pd». La realtà è ben diversa. Dietro il fiorire come funghi di correnti e partitini all’interno del Pd c’è altro. I rumors raccontano di dem molto imbarazzati per l’alleanza con il M5S e per il comportamentodi Renzi e Boschi. Alcuni parlmentari giurano: “noi dobbiamo essere intransigenti nei confronti di Italia Viva”, leggiamo sempre sull’Huffington. Furenti contro la Boschi che ha definito il Pd il partito delle tasse. Sparare contro il partito dove è stata fo a ieri l’altro non è andata giù.

Il Pd è una polveriera su cui piomba Base Riformista, con i renziani rimasti “fedeli” nel partito. Possibile? I retroscenisti ipotizzano che detro la neo formazione ci sia sempre lui, lo stratega di Rignano sull’Arno. Un tiro davvero mancino per attrarre altri parlamentari dem, per poi preparare un’altra migrazione  in Italia Viva.  “Noi non saremo Pierini, i guastafeste”, rassicura Romano. Ma il Pd ci ha abututato a tutto. Anzi, i tempi sono rivelatori. Il gruppo di Lotti e Guerini, infatti, nasce non solo poco dopo la Leopolda renziana, ma anche a una settimana dalla direzione dei democratici. In questa sede Zingaretti ha evocato l’azzeramento della segreteria. Dunque si aprono diversi scenari. Ognuno sta giocando una propria partita.

Chi frequenta il Transatlantico percepisce i maldipancia dei pezzi da novanta del Pd. Solo chi non vuol vedere, non vede che un conto è fare una corrente, un altro è nominare un organigramma di tutto punto. A insospettire è la nomina dei segretari regionali. Zingaretti rimarrà a guardare il partito che si sfarina?  Anche perché – avvertono in molti-  “la campagna acquisti di Renzi è attiva 24 ore su 24”.

Commenti

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  • ANTONIO GIOVANNETTI 24 Ottobre 2019

    Forse Zingaretti non si è saputo spiegare a dovere, forse ha voltato le pagine troppo in fretta e loro non hanno fatto in tempo a leggere, forse ha usato il suo Italiano che non è l’Italiano degli Italiani, forse ha piantato un casino, forse era meglio se stava dove era.
    A Zingaré , volta pagina !!!