Il centrodestra bacchetta la Rai: «Il Tg1 non è l’ufficio stampa di Conte»

giovedì 24 ottobre 14:19 - di Redazione
Rai

Tg1 con licenza di fare propaganda al Conte bis. Questo in sintesi il significato politico del voto con cui, poche ore fa, l’ufficio di presidenza della commissione di Vigilanza Rai ha bocciato la risoluzione di Lega, FdI e Fi. Un atto con cui i tre partiti volevano impegnare il Cda di Viale Mazzini ad attivarsi presso il direttore del Tg1 al fine di «procedere all’immediato riequilibrio dell’informazione». Un «atto di banale democrazia», lo hanno definito i commissari del centrodestra. Nel loro mirino, l’intervista del 16 ottobre scorso al premier Conte nello speciale Tg1. Si tratta di un’aperta violazione dell’articolo del regolamento sulla par condicio delle elezioni in Umbria.

La maggioranza giallo-rossa si arrocca in Vigilanza Rai

Secondo le indiscrezioni filtrate dopo i lavori dell’Ufficio di presidenza, a chiedere di votare la risoluzione nella plenaria prevista al termine è stata la Lega. La maggioranza ha bloccato l’iter facendo votare sulla sulla improcedibilità del provvedimento. Risultato: commissione sconvocata. Il centrodestra parla di «bavaglio alla vigilanza Rai». E annuncia battaglia contro la maggioranza giallorossa. «Non permetteremo che la Rai diventi l’ufficio marketing di Conte, per altro con penosi risultati di share».

Esposto anche contro “Report”

L’intervista al premier Conte – hanno denunciato gli esponenti di Lega, FdI e Fi in Vigilanza Rai –  si è svolta «senza alcun contraddittorio, biecamente mascherata dietro al titolo “La guerra di Erdogan“. I commissari parlano di «inganno vergognoso servito agli italiani in prima serata con un cambio di palinsesto motivato da comunicazioni urgenti mai però arrivate». Una richiesta fondata e motivata. Invece, «la maggioranza Pd-5Stelle in pieno delirio antidemocratico ha addirittura “vietato” che si discutesse e si arrivasse al voto». Il centrodestra ha anche presentato un esposto all’Agcom per segnalare «le gravissime violazioni durante l’ultima puntata di Report che hanno calpestato il diritto di presunzione di innocenza previsto dalla nostra Costituzione».

 

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