Già liberi molti jiadisti dell’Isis in Siria: Trump accusa. L’Europa tace

lunedì 14 ottobre 13:27 - di Redazione
Già liberi molti jiadisti

Già liberi molti jiadisti dell’Isis in Siria. E questo comincia ad essere un preblema reale. Per americani ed europei, anzitutto. Con i primi che chiedono ai secondi di farsene carico. Di prenderli e internarli subito. E gli europei che fanno orecchie da mercante. Donald Trump lo dice da tempo. E l’ha ribadito con uno dei suoi soliti tweet: ”L’Europa avrebbe già dovuto riprenderseli, date le numerose richieste. Lo deve fare ora – ha scritto – Gli Stati Uniti hanno i peggiori prigionieri dell’Isis. La Turchia e i curdi non devono lasciarli scappare. Non dovranno venire negli Stati Uniti”. Il ministro degli Esteri dell’Australia, Marise Payne, denunzia una ”situazione molto pericolosa”. L’Australia ritiene la Turchia l’unica responsabile per l’evasione dei miliziani dell’Isis dalle carceri della Siria. L’Europa, al solito, cincischia. Non sa cosa fare né cosa dire. Ed ecco che perciò che ci si muove in ordine sparso. Dall’Eliseo hanno fatto sapere che ”nelle prossime ore” la Francia si muoverà. Adotterà misure per garantire la sicurezza del personale militare e dei civili francesi. Tutta gente presente nel nordest della Siria dopo l’intervento militare turco. ”La priorità è impedire il ritorno di Daesh nella regione”, spiegano utilizzando l’acronimo arabo dell’Isis. ”Consideriamo il rischio di evasione dei terroristi di Daesh fatti prigionieri a causa dell’offensiva turca. Adottate misure per aumentare la sicurezza in questo contesto”. E l’Italia? Zero assoluto. Come se il problema non ci riguardasse. Ma i jiadisti nuovamente liberi è proprio dalle nostre coste che possono entrare. Almeno cinque sarebbero connazionali, con tanto di passaporto.

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Francesco Ciccarelli 14 ottobre 2019

    Trump è incoerente e volubile: è responsabile, seppure indirettamente, di quanto succede, dal momento che la sua decisione di ritirare le truppe è stata un assenso all’aggressione turca.

  • In evidenza